Truffe al telefono e telematiche: denunciate sei persone
Tre avevano provato con la chiamata del finto maresciallo, gli altri avevano agito in via telematica: sono stati smascherati dai carabinieri

Truffe agli anziani: sei persone individuate e denunciate dai carabinieri del Comando Provinciale di Belluno grazie a un dispositivo di controllo del territorio sempre più capillare e a indagini telematiche e finanziarie mirate.
Il finto maresciallo
Tra le tecniche più insidiose affrontate dai militari spicca l'odiosa truffa del "finto appartenente alle Forze dell'Ordine". Il copione, spregiudicato e ben collaudato, prevede una telefonata in cui un sedicente maresciallo dei carabinieri avvisa la vittima (spesso anziana) di dover svolgere urgenti indagini a seguito di una grave rapina – o di un incidente – in cui risulterebbe coinvolta l'autovettura del marito, di un familiare o della vittima stessa. Sfruttando lo stato di shock e la confusione del momento, i malfattori preannunciano l'arrivo di un incaricato in borghese per ritirare denaro o gioielli necessari a "risolvere" la situazione.
La risposta dell'Arma è stata fulminea. In due distinte operazioni scaturite dalle tempestive segnalazioni delle vittime alla Centrale Operativa, le pattuglie hanno stretto le maglie dei controlli stradali e ferroviari. Nel primo caso, i militari del Radiomobile della Compagnia di Belluno hanno intercettato e bloccato l'autovettura di un sospettato che, dopo aver tentato il colpo, stava cercando di allontanarsi frettolosamente dal territorio provinciale. L’uomo, originario di Napoli, veniva trovato in possesso di un taccuino con annotati gli indirizzi delle persone contattate in mattinata dai complici: qui si sarebbe dovuto recare per portare a compimento le truffe.
Pochi giorni dopo, grazie alla precisa descrizione fornita da un'altra vittima, le gazzelle hanno rintracciato un secondo individuo mentre si aggirava con fare sospetto all'interno dei giardini attigui alla stazione ferroviaria. L’uomo aveva tentato di truffare un’anziana recandosi a casa della vittima con un taxi e presentandosi come finto carabiniere: la preziosa segnalazione del taxista e l’accurata descrizione fornita dalla vittima hanno permesso di rintracciare e identificare il soggetto che veniva deferito.
Un'altra truffa sventata ha visto protagonista una signora la quale, contattata dal finto carabiniere tramite raggiri era stata indotta a consegnare tutto l’oro che la stessa aveva in casa. La donna, contattato il numero di emergenza 112, forniva la targa dell’autovettura del truffatore che veniva inserita nelle banche dati delle forze di polizia e successivamente rintracciata dalla Polizia di Stato in Vamontone, in provicnai di Roma, dove il soggetto veniva fermato e denunciato.
Dal "finto figlio" ai finti professionisti.
L'azione di contrasto dei carabinieri ha colpito anche i truffatori telematici, quelli che agiscono dietro lo schermo di un computer o di uno smartphone, tracciando i flussi di denaro illecito. I militari hanno identificato e denunciato l'autore della famigerata truffa del "finto figlio": in questo caso, la vittima era stata indotta con l'inganno a ricaricare una carta prepagata per quasi 1.000 euro, credendo di aiutare il proprio caro che le aveva inviato un messaggio chiedendo urgentemente denaro.
Denunciato anche un individuo con precedenti specifici che, simulando la vendita di pezzi di ricambio per auto su una nota piattaforma online, si era fatto accreditare tramite bonifico oltre 4.600 euro, rendendosi poi irreperibile senza mai spedire la merce.
Infine, l'acume investigativo dei Carabinieri ha permesso di smascherare un truffatore che, spacciandosi per titolare di una fantomatica agenzia di "investigazioni globali", si era fatto accreditare da un cittadino bonifici e vaglia postali per oltre 1.400 euro, senza mai fornire alcuna documentazione o prestazione in merito all'incarico ricevuto.
I consigli dell'Arma
Il Comando provinciale dei Carabinieri ribadisce con forza il messaggio diffuso capillarmente durante le decine di conferenze tenute sul territorio: nessun appartenente all'Arma, a nessun'altra forza di polizia o ente pubblico vi chiederà mai la consegna di denaro contante, gioielli o beni di valore. Al primo sentore di anomalia, o di fronte a telefonate in cui si richiedono soldi per familiari in presunta difficoltà, l'indicazione è una sola: riagganciare e comporre immediatamente il numero di emergenza 112.
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