Picchiò il postino, condanna a due anni

Sovramonte. Un imprenditore troppo geloso causò lesioni gravi con danni permanenti a quello che credeva fosse un rivale
Di Irene Aliprandi

SOVRAMONTE. È stato condannato a due anni di reclusione l’imprenditore accusato di aver aggredito un postino per gelosia. Remo Dalla Santa è stato riconosciuto colpevole di lesioni personali aggravate in seguito ad una vicenda che risale al 2011, quando l’uomo si convinse che la moglie nutriva una eccessiva simpatia per un altro. Nell’udienza di ieri davanti al giudice Cristina Cittolin i legali delle parti (Jenny Fioraso per l’imputato ed Enrico Rech per la parte civile) hanno presentato le loro conclusioni e il pubblico ministero ha chiesto la condanna dell’imprenditore sovramontino a tre anni, ridimensionata a due dal giudice che ha anche demandato il risarcimento al giudice civile, davanti al quale si aprirà il quarto contenzioso tra i due uomini.

Oltre al processo che si è concluso ieri in tribunale a Belluno, infatti, la stessa vicenda ha avuto un filone dal giudice di pace di Feltre, per ingiurie e minacce, chiuso con la condanna al pagamento di 3.600 euro tra multa, risarcimento e spese processuali e dovrebbe tornare in tribunale per un altro episodio di violenza ai danni del postino.

Tutti i fatti si riferiscono alla primavera del 2011, soprattutto nel mese di aprile. Tra la moglie dell’imputato e il postino non era successo nulla di particolare, a parte una normale amicizia con scambi innocenti e due baci sulla guancia in occasione degli auguri di Pasqua. Per il marito geloso, tuttavia, gli indizi erano sufficienti a considerare il postino un corteggiatore e decise di fargli cambiare idea.

Il primo approccio avvenne nella piazza del paese, dove l’imprenditore iniziò a insultare e minacciare il presunto “rivale” in amore. Il giorno successivo il marito andò a cercare il postino e gli diede un pugno in bocca, poi lo inseguì con la macchina, lo bloccò mettendosi di traverso e, dopo averlo tirato fuori dall’auto con la forza, lo colpì ripetutamente con calci e pugni.

Il postino riuscì a scappare, ma l’imputato lo inseguì di nuovo e cercò di spingerlo con l’auto contro un muro. Il bilancio finale fu pesante per il postino che non reagì mai all’aggressione e riportò ferite con una prognosi di tre mesi e danni fisici permanenti.

Durante il processo hanno testimoniato diverse persone che hanno assistito alle fasi del pestaggio, i carabinieri che hanno raccolto la denuncia e la parte offesa.

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