Picchiava la compagna con il ferro da stiro negata la scarcerazione

BELLUNO

Picchiava la moglie con un ferro da stiro. Negata di nuovo la scarcerazione a M. N. , il 42enne di nazionalità romena arrestato dai carabinieri a metà gennaio per le ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni aggravate. Il suo difensore di fiducia Monica Barzon le sta provando tutte, ma per il momento non c’è stato niente da fare. L’uomo rimane detenuto nel carcere di Pordenone.

Era disponibile al braccialetto elettronico e avrebbe accolto con favore anche gli arresti domiciliari a casa della madre con il permesso necessario ad andare a lavorare, in maniera da sostentarsi e pagare il mutuo della casa. Ma il giudice per le indagini preliminari Elisabetta Scolozzi e il tribunale del Riesame hanno detto che non se ne parla. La carcerazione preventiva prosegue e non è escluso che si debba arrivare a un ricordo per Cassazione.

Secondo la Procura della Repubblica, l’indagato avrebbe maltrattato la moglie, anche davanti ai minori, costringendola anche ad avere rapporti sessuali con lui. Tra i fatti accertati dagli inquirenti, infatti, risulta che il marito della 25enne connazionale, dal mese di ottobre 2019 e almeno fino al dicembre dello stesso anno, avrebbe maltrattato la convivente, insultandola e denigrandola in modo sistematico, usando ingiurie di tutti i generi.

Ma la violenza non si sarebbe fermata alle parole volgari e minacciose, si sarebbe tradotta anche in strattonamenti violenti, calci, pugni e schiaffi, per arrivare fino alle minacce di morte. E, cosa ancora più grave, gli episodi sarebbero avvenuti, come anticipato, anche in presenza dei figli minori, che non possono non essere rimasti turbati da quello che avrebbero visto.

In un’occasione, secondo quanto emerso finora, l’indagato avrebbe colpito la consorte anche con un ferro da stiro, procurandole lesioni guaribili in 10 giorni. –

G.S.

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