Medico latitante in Belize: i suoi amici e l’avvocato lo aiutarono a fuggire
Condannato per circonvenzione d’incapace Maurizio Guglielmo era scappato e progettava di portarci la madre. I tre compari a processo

Favorirono fuga e latitanza del medico condannato. La Procura della Repubblica accusa l’avvocato di fiducia napoletano Massimo Romano e gli amici bellunesi Fabio Frare e Tiziano Dal Farra di procurata inosservanza di pena per il dottor Maurizio Guglielmo. Lo psichiatra era scappato in Belize (Centro America), dopo che la sua condanna a cinque anni e quattro mesi per la circonvezione dell’insospettabile anziano milionario Guido Ricci era diventata definitiva. Si era fatto nominare erede universale di un patrimonio tra gli otto e i 13 milioni di euro con il famigerato plan bleu. Peraltro fu erede illegittimo anche della contessa Francesca Romana Zuppani.
Le indagini dei carabinieri di Belluno sono state illustrate in aula al giudice Federico Cavalli dagli uomini del Nucleo investigativo. I militari hanno scoperto che Guglielmo non era più in Italia il 10 aprile 2019. Dal Farra non lo vedeva da una quindicina di giorni e, nella casa familiari di via De Stefani, c’erano l’anziana madre Ida Gasperini e la sua badante di nazionalità ucraina. È stata installata una telecamera, perché la stradina è stretta e non c’era la possibilità di fare appostamenti o pedinamenti e l’occhio elettronico ha visto Frare arrivare con il cappuccio di una felpa in testa. L’uomo ha suonato il campanello ed è entrato. Non faceva freddo in primavera, però sembrava quasi che volesse camuffarsi. Ma sarebbe stato Dal Farra a tenere i contatti tra madre e figlio , in vista del trasferimento in Belize dell’anziana. Era stata anche individuata una donna, che l’avrebbe accompagnata.
Il piano è naufragato per due motivi: Guglielmo è stato derubato dei documenti e il consolato ha scoperto la sua pendenza penale in Italia; la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice tutelare la nomina di un amministratore di sostegno, una mossa questa, che ha tagliato i viveri al fuggitivo. Che si progettasse il ricongiungimento, sarebbe testimoniato dal foglio trovato in un trolley dentro un armadio di casa Guglielmo, nel quale di elencano i farmaci necessari alla donna da comprare a Belluno, perché in Belize costavano molto di più.
Era già cominciata la vendita dei beni della donna. Un giorno Frare era alla guida di un’auto diretta verso un notaio di Sedico. A bordo c’erano il passeggero Gugliemo e dietro Dal Farra con un ragazzo di colore, perché si trattava di fare il passaggio di proprietà a quest’ultimo di una Mercedes. Sentito anche il consulente tecnico mantovano, che ha setacciato telefoni e tablet, alla ricerca di messaggi e chat sospetti. Battaglia tra le parti per l’acquisizione di un certo numero di documenti, poi il rinvio al 6 luglio per la prosecuzione dell’istruttoria. Dal Farra è difeso dall’avvocato bellunese Marco Cason.
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