Per Vendramini «la Cadola-Mas è una priorità»

Per il sindaco pontalpino quest’opera deve essere messa in testa alle proposte Il presidente provinciale Padrin invita alla condivisione



La Cadola-Mas è una priorità. Ne è convinto Paolo Vendramini, sindaco di Ponte, alle prese con la chiusura per tre mesi dello storico manufatto e con i disagi che deriveranno ai 24 mila automobilisti che ogni giorno attraversano il suo paese.

Vendramini ne ha parlato all’incontro sul Piano dei trasporti della Regione svoltosi l’altro ieri a Santa Giustina Bellunese. Anche Jacopo Massaro, sindaco di Belluno, ha riconosciuto che questa è un’opera “necessaria” per decongestionare il traffico tra il capoluogo e Ponte.

Vendramini ha sollevato il problema auspicando che la “priorità”, come lui la considera, venga inserita in testa alle proposte degli amministratori della Provincia nelle osservazioni del Piano dell’assessore Elisa De Berti.

Resta il fatto che altri sindaci richiamano urgenze infrastrutturali di non minore rilievo, anche dal punto di vista finanziario.

Ora il compito del presidente della Provincia, Roberto Padrin, e dei suoi collaboratori, è quello di trovare la “quadra”. «La quadra, per la verità, – precisa Padrin – la dobbiamo trovare tutti i sindaci insieme, nella massima condivisione, perché altrimenti otterremmo poco o nulla». L’assessore regionale Gianpaolo Bottacin ricorda che i 516 milioni stanziati recentemente dal Cipe sono tutti blindati; fanno cioè riferimento a precisi cantieri, con tanto di cronoprogramma. In questa riserva, insomma, non si può pescare.

«La verità è – insiste il sindaco Vendramini – che il 19 settembre 2011 è stato sottoscritto un accordo di programma tra Regione, Provincia, Comuni di Belluno e Ponte nelle Alpi per la progettazione del collegamento fra l’autostrada e la strada provinciale 1 Sinistra Piave. Quell’impegno è rimasto sulla carta, mentre oggi è evidente la necessità di bypassare Cadola, magari con la galleria che esce a Sagrogna. E da qui (o da Levego) superare il Piave con un nuovo ponte, oppure continuare lungo la Sinistra Piave. In tal senso varranno gli orientamenti progettuali del Comune di Belluno».

Il sindaco Massaro precisa anzitutto che, «rendendoci ben conto della complessità progettuale e finanziaria di quest’opera, che è di collegamento tra Mas e l’autostrada, via Belluno, non pretendiamo i cantieri già per domani mattina. Però è opportuno riprendere la riflessione».

Massaro si chiede, ad esempio, se dopo la galleria di Cadola sia più utile attraversare il Piave con un ponte in direzione di Belluno o riqualificare la Provinciale 1, fino a raggiungere Sedico attraverso il ponte già esistente. Semmai, all’altezza del capoluogo provinciale saranno da individuare alcune bretelle di collegamento.

«Insomma, trovare una soluzione compatibile sul piano finanziario – sottolinea Massaro – non dovrebbe essere difficile -. L’importante è che si faccia in fretta a decongestionare i flussi di traffico».

La prospettiva della Sinistra Piave è di stretta attualità, secondo il sindaco di Belluno, perché il prossimo anno il Feltrino e l’Agordino, ma anche parte della Val Belluna, si orienteranno verso la nuova Pedemontana veneta. Il dibattito, dunque, è aperto. Ne dovrà far sintesi la Provincia, per passare poi le osservazioni alla Regione. Intanto un primo accordo c’è. Tutti condividono l’opportunità della metropolitana ferroviaria di superficie, che sta incontrando il benestare della stessa Regione per come è stata concepita nella sua organizzazione essenziale. —



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