Peaio, il nuovo ponte sul Rudan è aperto ma solo a bici e pedoni

. È stato aperto ieri il ponte bailey sul torrente Rudan, per pedoni e ciclisti. Nell’abitato di Peaio, nel Comune di Vodo, sonno tornati a transitare sulla lunga via delle Dolomiti i turisti e i valligiani. L’intervento è stato finanziato dalla Regione Veneto e segue una lunga serie di opere effettuate sul torrente Rudan, nella frazione di Peaio, dopo la colata del 2015.
Nell’agosto nel 2015 dall’Antelao si riversarono sul torrente massi enormi e detriti. La furia della colata distrusse il ponte. «Grazie alla Regione Veneto non si è mai smesso di lavorare sul Rudan», sottolinea il sindaco Domenico Belfi, «e ora siamo alle opere conclusive. All’indomani della frana la Regione ha appaltato alla ditta Fratelli De Prà, per 198 mila euro, i lavori che sono serviti a contenere ulteriormente i danni da eventuali colate detritiche dell’Antelao. La Regione ha poi appaltato il nuovo ponte bailey che inaugureremo ufficialmente il 16 agosto alla festa di San Rocco, patrono di Peaio. In questi anni ci sono state anche altre colate, meno devastanti di quella del 2015, ma si è sempre intervenuti. Ora sono in corso le opere per l’installazione del monitoraggio e dell’allarme frana. Anche queste sono finanziate per 240 mila euro dalla Regione Veneto».
I lavori proseguono ma riaprire il ponte per l’estate era un richiesta che aveva fatto lo stesso primo cittadino. «Visto il grandissimo afflusso che c’è sulla ciclabile», dichiara Belfi, «e considerato che il ponte era pronto ho chiesto che potesse essere aperto anche in assenza del collaudo, che sarà eseguito prossimi giorni, per consentire il transito esclusivamente a pedoni e ciclisti. I nostri operai hanno posizionato la segnaletica per indicare il divieto di transito ai mezzi e già in questi giorno sono tantissimi coloro che proseguono sulla ciclabile senza dover salire sulla Statale come è stato durante il periodo di cantiere. Un sentito grazie va alla Regione Veneto e all’assessore alla Difesa del suolo Gianpaolo Bottacin», conclude Belfi, «perché se questo torrente non ha creato più danni e quelli che ci sono stati, sono stati riparati, è grazie al fatto che sono immediatamente intervenuti per la messa in sicurezza del Rudan e dei suoi manufatti». —
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