Patto col Bard: quattro non firmano

M5S, Forza Italia, Casapound e Lega non siglano l’impegno, ma sono favorevoli

BELLUNO. Le domande che avevano posto erano chiare: abolizione della legge Delrio con ripristino della Provincia elettiva, l’autonomia per il Bellunese, più risorse ai Comuni, l’adeguamento dei Fondi di Confine. Il Bard ha chiesto un impegno a tutti i candidati bellunesi alle politiche di domenica. Qualcuno lo ha firmato, altri no. L’impegno è stato sottoscritto da Buzzo e Bacchetti (Liberi e uguali), Bellot (Noi con l’Italia), De Carlo e Mazzoccoli (Fratelli d’Italia, ma non condividono l’impegno sul Fondo Comuni di confine), Pierre Zanin (Partito Repubblicano), Mario Dalla Tor (Civica popolare), Gianni Nobile (Insieme Italia Europa), Fiorot, Bertinato e Garna (Potere al popolo), De Menech e Lidia Maoret (Pd). Questi ultimi due gruppi, però, specificano la propria posizione.

Potere al popolo rilancia l’idea di un municipalismo democratico e di forme di partecipazione democratica di gestione delle risorse ed è per la creazione di aree territoriali omogenee che permettano la gestione unitaria del territorio. Il Pd non si impegna ad abrogare la Delrio, ma a revisionarla, non è contrario all’elettività diretta della Provincia, ma rilancia una visione unitaria; precisa che il Bellunese deve avere un ruolo attivo nella trattativa Stato-Regione sull’autonomia e in merito alle risorse per i Comuni propone di aprire un tavolo per individuare i costi standard montani. Sul Fondo Comuni di confine, infine, De Menech e Maoret glissano sull’aumento delle risorse e suggeriscono di continuare ad investire in progetti di area vasta, concertati in tavoli provinciali.

Non hanno sottoscritto l’impegno del Bard il Movimento 5 stelle, Forza Italia e Casapound (la motivazione è che non possono firmare accordi locali, vista la struttura dei partiti e dei movimenti), e la Lega Nord, con la motivazione che le richieste del Bard sono contenute nel loro programma elettorale. Era dunque superfluo firmare un documento, secondo i rappresentanti del Carroccio. Stessa posizione di Daniela Larese Filon, che ha ritenuto superfluo mettere una sua firma sul testo.

«Siamo soddisfatti, per aver portato discussione in una campagna elettorale che ne era priva», commenta il vicepresidente del Bard Andrea Bona. «La legge Delrio ha distrutto la nostra provincia, ma anche i Comuni hanno bisogno di maggiori risorse per garantire servizi. E il Fondo Comuni di confine va adeguato, anche se saremmo per il suo superamento perché la nostra Provincia dovrebbe avere risorse proprie». (a.f.)

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