Ossini e la Lozza su “Il Cadore” di marzo

PIEVE DI CADORE

«Massimiliano Ossini, il conduttore di Linea Bianca su Rai 1, è ormai di casa in Cadore». Lo conferma anche il mensile della Magnifica Comunità che, vista la sua iscrizione come socio alla sezione auronzana del Cai, avvenuta il 5 gennaio 2020 al Kursaal di Auronzo, gli dedica un importante articolo di Walter Musizza.

L’articolista goriziano, dopo aver ricostruito la vita e la personalità di Ossini, mette in rilievo l’importanza che il suo lavoro e la sua presenza stanno avendo nella economia e nella valorizzazione delle Dolomiti e in particolare della Valle d’Ansiei. È proprio per queste sue doti che nel 2019 il Comune delle Tre Cime di Lavaredo lo ha premiato, insieme al suo collega Lino Zani con il premio Auronzo.

L’articolo su Ossini è solo uno degli importanti servizi pubblicati dal mensile sul numero di marzo. Si parla di sanità, prolungamento dell’A27, Stati generali della montagna, ma forse l’articolo più importante del mensile, non fosse altro che per l’amaro che lascia in bocca ai cadorini e alla nostalgia di almeno tre generazioni, è quello con il quale viene ricostruita la storia della occhialeria Lozza di Calalzo: dalle origini nel 1919 alla demolizione del 2019. Un “sogno svanito” lo considera De Donà, del quale oggi resta solo un modello di occhiale che è ancora considerato inarrivabile: lo Zilo Sport. Un occhiale che è ancora prodotto e venduto in tutto il mondo. —

VITTORE DORO

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