OndaBlu termina la gestione e la piscina è chiusa: protesta

. «Dicono che vogliono garantire la continuità, ma a casa mia la continuità è un’altra cosa. L’Unione montana agordina ha avuto tutto il tempo per prepararsi in vista dell’addio di OndaBlu e ora la piscina è chiusa sia per i locali per i turisti». A dirlo è un fruitore della piscina comprensoriale di Agordo, Luca Fantauzzi, che giovedì, in una pausa lavoro, ha pensato di andare a farsi una nuotata nella vasca di via Lungorova ad Agordo e ha trovato le porte chiuse.
Il giorno precedente era stato l’ultimo della gestione quinquennale di OndaBlu e, in attesa di capire chi sarà il vincitore del bando scaduto il 24 luglio, l’Unione montana ha interrotto il servizio. Fino a quando di preciso non si sa. Fantauzzi, però, non ci sta. «Frequentando abitualmente la piscina», dice, «avevo sentito da tempo che OndaBlu avrebbe passato la mano e quindi credo che i proprietari della struttura, cioè l’Unione montana, lo sapesse da molto tempo che col 31 luglio la società bellunese avrebbe chiuso i battenti. C’era tutto il tempo di garantire la continuità del servizio e invece ci ritroviamo in agosto con la piscina chiusa».
Dopo aver constatato giovedì che non si entrava, Fantauzzi ha chiamato l’Unione montana per chiedere lumi. «Il tecnico», continua Fantauzzi, «mi ha risposto come se quello che è successo fosse la cosa più normale del mondo. Ma come? Sanno da mesi che OndaBlu se ne va e oggi non si sa ancora chi sarà il sostituto? Ho detto loro che viene meno un servizio per i locali e anche per i turisti essendo la piscina di Agordo l’unica struttura pubblica della zona. Fossimo in Alto Adige uno potrebbe scegliere, ma qui no».
«Mi è stato risposto», prosegue, «che resterà chiusa per tre settimane perché devono fare lavori di manutenzione. Lavori che di solito venivano fatti a giugno». Nei giorni scorsi il presidente dell’Unione montana, Fabio Luchetta, aveva spiegato che erano arrivate due manifestazioni di interesse per la gestione della piscina. Da quanto si sa una da una società agordina e l’altra da una bellunese. A breve si attende la comunicazione circa il nome dell’affidatario per i prossimi cinque anni.
Di certo non sarà l’Asd Sporting Club Lessinia, l’associazione veronese che attualmente gestisce la piscina di Longarone, che ha dichiarato di non aver partecipato al bando perché, fra i criteri dello stesso, era richiesta un’esperienza di almeno tre anni nel territorio dell’Unione montana agordina. «Che importanza ha il fatto che una società abbia lavorato qui?», si chiede Fantauzzi. «L’importante è che abbia delle capacità nel settore natatorio. In questa maniera credo che l’Unione montana abbia limitato il numero dei partecipanti al bando, tra l’altro in un momento in cui non mi pare ci sia grande domanda». –
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