Olivotto si fa avanti «La mia candidatura è a disposizione Gli alleati ne decidano»
centrosinistra
«Mi hanno rivolto un appello e a quell’appello rispondo pubblicamente: lo raccolgo e lo faccio mio». A dieci giorni dalla raccolta di firme a sostegno della sua candidatura a sindaca, Lucia Olivotto esce allo scoperto per fare chiarezza. L’attuale vicesindaca e assessore al bilancio, componente del gruppo Insieme per Belluno, dunque, ha deciso di mettersi a disposizione del tavolo del centrosinistra e lo fa con tutte le attenzioni del caso per evitare quella che potrebbe essere considerata una fuga in avanti. «Pongo la mia candidatura a disposizione del tavolo del centrosinistra e sarà il tavolo a doverla valutare, attraverso il dialogo e le trattative in corso. Auspico che il tavolo riesca a trovare l’unità e siccome sono ottimista credo che si riuscirà ad evitare la frattura», sottolinea Olivotto, che insiste: «Sono contraria a quelle che vengono definite le “primarie al primo turno”, cioè una corsa del centrosinistra con più candidati che poi si ricompatterebbero al secondo turno». Detto questo una rottura non si può ancora escludere: «Io vorrei che tutte le forze di centrosinistra corressero unite e tutti stanno lavorando in questa direzione, dopodiché se sarà necessario separarsi ne discuteremo. Se il tavolo si spacca non mi tirerò indietro, ma non è quello che vorrei». Per Olivotto, conta: «Che ci sia un progetto buono per la città, a prescindere da me, io sono a disposizione».
Chiariti i confini della sua decisione, Olivotto entra nel merito: «Ringrazio i cittadini che hanno ideato la raccolta di firme a mio sostegno. Mi hanno fatto molto piacere ed è un bel esempio di democrazia dal basso. Sarà anche anni Ottanta, ma a me piace. Si parla tanto di disaffezione dalla politica, ma ci sono ancora cittadini che si sentono partecipi. Ho un’esperienza decennale, tre anni da consigliere e capogruppo e sette da assessore e vicesindaco, credo di conoscere bene i problemi della città». Olivotto ricorda anche che, nonostante lo strappo di dieci anni fa, «negli ultimi cinque anni con il Pd abbiamo collaborato molto bene e ho ancora voglia di impegnarmi e mettermi a disposizione».
Ma come si può arrivare a una sintesi del tavolo? A domanda specifica Olivotto osserva che: «Le primarie sono uno strumento di democrazia diretta apprezzabile, ma sono cadute in disuso e andrebbero reinventate. A me è piaciuta l’idea di Paolo Bello di primarie all’americana con candidato sindaco e vice, anche di schieramenti diversi, ma sarà il tavolo a decidere».
Olivotto fa un cenno anche alle sue idee “di sinistra”, dalle politiche fiscali più eque (compatibilmente con le leggi nazionali) all’attenzione per l’ambiente, l’inclusione e il sostegno alla residenzialità. E per quanto riguarda la discontinuità con l’amministrazione Massaro, sottolinea: «Serve un maggior contatto con la città, che si è perso molto per colpa della pandemia, ma non solo. Comunicare solo attraverso Facebook (che non ho) non basta, io credo in un approccio più tradizionale». Assolutamente secondaria, per Olivotto, la questione di genere: «Sono una donna, ma non è questo il tema che mi interessa, non intendo mettermi su questo piano, anche perché intorno a me c’è una squadra, fatta di donne e di uomini». —
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