Nuova colata di fango ad Acquabona Alemagna chiusa più di quattro ore

Verso le 15 scatta l’emergenza, con le auto dirottate lungo il passo Tre Croci: riapertura alle 19.30 dopo la pulizia



È stata riaperta verso le 19.30 la Statale 51 d Alemagna, chiusa nel pomeriggio per una nuova colata detritica ad Acquabona. Verso le 15, tanta acqua, mista a fango e con poca ghiaia, si è riversata sulla carreggiata, dopo un intenso temporale. La frana è tornata sulla sua vecchia via, quella che aveva percorso fino al 2014, scendendo nel bacino di contenimento che era stato scavato a monte della Statale vicino all’ex colonia Ancillotto. Il luogo si trova 300 metri più a monte, verso Cortina, rispetto al luogo dove Anas sta lavorando da anni per mitigare il rischio che le colate dal Sorapis cadano a picco sulla Statale. Sul posto sono arrivate immediatamente le squadre Anas che stanno lavorando al cantiere distante poche centinaia di metri. Sono intervenute anche e le Forze dell’ordine per la gestione della viabilità e gli operai comunali e della ditta Ciotti per ripulire l’area.

«Abbiamo fatto scattare la macchina dell’emergenza», spiega il sindaco Ghedina, «mandando un operaio comunale e un collega della ditta Ciotti con altrettante ruspe a togliere il materiale colato, per lo più acqua e fango. Ora è prematuro fare qualsiasi considerazione. Anas farà tutte le verifiche e rimetterà in sicurezza l’area. Poi verificheremo gli eventuali interventi da fare in questa area».

Ieri pomeriggio, quindi, si è rinnovato il disagio per residenti e turisti: per andare da Cortina a Pieve di Cadore (e viceversa) hanno dovuto transitare per il passo Tre Croci. Nel pomeriggio sono stati posizionati i cartelli a Cortina per indicare la chiusura dell’Alemagna. Cartelli anche a Tai di Cadore, per gli automobilisti che viaggiavano in direzione opposta.

Le segnalazioni nei paesi della valle del Boite, invece, sono pervenute in ritardo, un’ora dopo la colata. «Tutti coloro che transitavano a San Vito dopo le 16 ancora non sapevano della chiusura», rende noto Emanuele Caruzzo, capogruppo di opposizione, che poi attacca sindaco e maggioranza. «Se l’amministrazione comunale fosse intervenuta sul ponte di Geralba, divelto dall’uragano Vaia, i disagi sarebbero stati minori, in quanto si sarebbe potuto transitare da quella strada. Invece in piena stagione turistica, non siamo in grado di garantire una viabilità alternativa a turisti e valligiani».

L’ultima volta che la colata era scesa in strada era il luglio 2017. Le peggiori estati furono quelle del 2015 e del 2016, quando la frana si era mossa con grande continuità, costringendo l’Anas a chiudere la Statale più volte. Ieri la colata si è innescata più a nord rispetto a dove sono state fatte le importanti opere per il contenimento.

«È bastato un temporale da un’oretta, peraltro preannunciato, a far chiudere la strada che raggiunge Cortina», dichiara il deputato bellunese di Forza Italia Dario Bond, «invece di pensare a tante varianti, è necessario pensare a un sistema che garantisca sicurezza a una strada fondamentale per l’economia della valle. Farò presente ai vertici di Anas che si concentrino sull’esistente. E questo ragionamento è valido per Cortina, per il Cadore e per l’Agordino. Territori abbandonati prima e dopo Vaia senza un piano degli interventi ordinari. Sono previste piogge anche per i prossimi giorni: è inammissibile pensare di chiudere la Statale per un intero pomeriggio ad agosto ogni volta che un po’ d’acqua viene giù dal cielo». —



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