Niente pulizie negli uffici postali la vertenza non trova sbocchi

ARCHIVIO File agli uffici postali per il pagamento delle imposte a Roma.ANSA/FABIO CAMPANA
ARCHIVIO File agli uffici postali per il pagamento delle imposte a Roma.ANSA/FABIO CAMPANA

BELLUNO. «Importa qualcosa a Poste Italiane che gli uffici non siano puliti, che manchino la carta igienica e il materiale sanitario?».

Se lo chiede Siro Martini, segretario responsabile della Uil trasporti di Treviso- Belluno di fronte alle ultime novità in merito all’appalto delle pulizie degli uffici postali. Ad occuparsi delle pulizie è la Nuova Società srl di Caltanissetta. Ma i dipendenti non vengono pagati da maggio, non vengono fatte le ferie, ci sono permessi non goduti. E la situazione sta peggiorando.

«Abbiamo chiesto all’assessore regionale un incontro con la società appaltante e chi ha avuto la concessione. Le Poste non si sono presentate e neppure una delle concessionari».

E dunque adesso cosa succede? «Consigliamo ai dipendenti di licenziarsi e di chiedere la disoccupazione. Molti se ne sono già andati visto che non vengono pagati».

La vicenda della mancata pulizia degli uffici postali per la mancanza anche del materiale di base per fare le pulizie va avanti ormai dall’inizio di luglio. Per quanto riguarda il Bellunese sono circa una quarantina gli uffici aperti al pubblico dove non vengono effettuate le pulizie. Alla base del problema c’è la mancata corresponsione degli stipendi da maggio, oltre al fatto che l’azienda che ha in appalto le pulizie non fornisce il materiale necessario.

E oltre agli stipendi manca il Tfr dell’azienda che ha passato l’appalto alla Nuova Idea. Sì perché, come sottolinea Martini c’è un grosso problema di passaggio dell’appalto da una ditta all’altra. Fino al 2012 c’era una ditta di Ravenna. Poi è subentrata, nello stesso anno, una ditta di Barbano Vicentino, che ha svolto il servizio fino al 2014. Da quel momento sono arrivate ditte, una dietro l’altra, tutte dalla provincia di Caltanissetta. Se ne sono succedute quattro in pochi anni.

«In ognuno di questi passaggi aziendali, i lavoratori sono stati licenziati e poi assunti, ma senza ricevere le varie spettanze, Tfr, ferie, festività, permessi non goduti, e con ritocchi al ribasso delle retribuzioni».

Da maggio gli stipendi non si vedono e i sindacati hanno chiesto alle Poste di intervenire. Ma finora non ci sono state risposte. «Meglio che i dipendenti cerchino lavoro altrove» conclude il sindacalista. «O si licenziano e chiedono la Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione». —

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