Mussoi era zona militare Perale: «Forse le armi erano di un aviere belga»

Belluno. Cent’anni fa Mussoi era un territorio di campagna. Ed era una zona militare: ad Antole, che dista una manciata di chilometri, c’erano una torbiera e un bersaglio, e durante la Prima Guerra Mondiale questa zona della città era adibita all’addestramento al tiro. Ma a chi potevano appartenere la pistola e le munizioni ritrovate ieri dietro la pala d’altare nella chiesetta dei santi Giacomo e Filippo?

«Chissà, magari ad un aviere belga caduto, e che ha nascosto sè stesso o le sue cose nella nicchia», spiega lo storico, e assessore alla cultura del Comune, Marco Perale. «Non sapevo del ritrovamento, davvero curioso. Ma bisogna considerare che tutta l’area di Mussoi e Antole era zona militare al tempo della Grande Guerra, perché allora era sgombra di case». La pistola risale al 1908 ed è di fabbricazione belga: «Non risulta che gli italiani utilizzassero materiale bellico proveniente dal Belgio, durante la Grande Guerra», continua Perale. «Ma può anche darsi che nel corso del conflitto sia arrivato nella nostra città del materiale degli Alleati».

Il ritrovamento è tutto da studiare, insomma. Si potrà farlo, probabilmente, sulla pistola: la Polizia dovrebbe restituirla al parroco di Mussoi, come conferma lo stesso Fra’ Sandro. «Potremmo esporla in una bacheca, come pezzo di storia», dice il parroco. I proiettili, invece, saranno smaltiti secondo le procedure previste in questi casi. —

A.F.

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