Mostra dell’artigianato senza vertici

FELTRE. È buio l’orizzonte della Mostra dell’artigianato, che al momento non vede nessuno disposto a prenderla in mano.
Dopo essersi presi in carico la manifestazione anche nella scorsa edizione, a titolo personale, in seguito alla decisione dell’Appia che l’aveva gestita nei quattro anni precedenti di non rinnovare la disponibilità per il 2015, non saranno più Luciano Gesiot (che è stato l’ultimo presidente) e Dino Cossalter (direttore amministrativo) ad organizzare l’appuntamento nel 2016.
L’indisponibilità è già stata comunicata al Comune, al quale passa in mano la palla per cercare di dare un futuro alla kermesse dedicata all’artigianato artistico, che ha raggiunto il traguardo delle ventinove edizioni ma rischia come mai prima d’ora di non spegnere le trenta candeline.
Le prossime saranno settimane decisive, considerando che di solito si comincia a programmare la manifestazione verso i primi di novembre. Entro fine ottobre insomma, o si muove qualcosa in termini di realtà – associazioni di categoria o chi per esse – disposte a subentrare a livello organizzativo, oppure diventa difficile pensare di rilanciare la Mostra dell’artigianato.
Dino Cossalter lo dice chiaramente: «Bisogna trovare una soluzione, altrimenti diventa una storia troppo ripetitiva con una situazione che si trascina anno dopo anno senza una certezza per il proseguo. Cosa che non è nel bene della manifestazione. Se non salta fuori qualche novità, le prospettive non sono rosee».
Venendo a mancare gli organizzatori della Mostra negli ultimi cinque anni, il proseguo della manifestazione è appesa a un filo che è vicino a spezzarsi: «Speriamo di no, ma potrebbe essere così». Senza il supporto istituzionale di nessuna associazione di categoria, Gesiot l’anno scorso era stato incaricato direttamente dall’amministrazione e si è avvalso di collaboratori che si sono impegnati sempre a titolo personale.
Una soluzione d’emergenza, ma estemporanea, che ha assicurato la sopravvivenza di un evento in cui però si è rotto definitivamente il meccanismo che lo teneva in piedi.
Nel 2009 era stato introdotto un principio di turnazione biennale per l’organizzazione tra i componenti del comitato promotore, Ascom, Appia, Unione artigiani, Gilf, Fondaco, la Fenice. Ha cominciato l’Unione Artigiani e nel 2011 è subentrata l’Appia, che ha tenuto il timone per i suoi due anni e poi per altri due di gestione straordinaria perché nessun altro è stato più disposto a prendere in mano la gestione.
Senza più nemmeno l’Appia alle spalle nel 2015, ci ha pensato il gruppo di lavoro di Luciano Gesiot per conto proprio, ma adesso c’è la necessità di trovare una strada diversa.
Nel frattempo, il bilancio 2015 si è chiuso in attivo, anche se di poco. «Riducendo i costi, siamo riusciti a ottenere un risultato positivo di qualche migliaio di euro, comunque senza andare sotto», dice il direttore amministrativo dell’ultima edizione Dino Cossalter. «Abbiamo avuto più entrate grazie ai biglietti (ne sono stati venduti mille in più rispetto all’edizione 2014 ed è stata raggiunta quota 30 mila visitatori). Questo ha in parte compensato l’assenza del contributo della Camera di commercio (20 mila euro) e naturalmente abbiamo fatto dei tagli ad alcune spese», spiega. «Così in qualche maniera siamo riusciti a riequilibrare quei soldi che sono venuti a mancare».
Raffaele Scottini
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