Morì paziente, a processo l’infermiere

Limana. Rinviato a giudizio per omicidio colposo dopo la morte in ospedale di Ferdinando Casanova
LIMANA. L’infermiere a processo. Archiviate le posizioni dei medici dell’ospedale San Martino, che si erano occupati di Ferdinando Casanova. Rinviato a giudizio per l’ipotesi di reato di omicidio colposo il professionista sanitario, che era incaricato di un monitoraggio costante delle condizioni del paziente. Monitoraggio che, secondo la tesi della procura della Repubblica, è stato inspiegabilmente interrotto poco prima della morte del 75enne di Limana, dopo cinque giorni di agonia. Il giudice per le udienze preliminari Scolozzi ha fissato per il 19 maggio la prima data del processo, quando si costituiranno parte civile Sandro ed Erick, figli del meccanico, allenatore e calciatore dei Veterani del Belluno, e i nipoti, ai quali l’uomo era molto legato. Ci sarà una richiesta di risarcimento danni.


Ferdinando Casanova soffriva ormai da una settimana di dolori al petto e stava facendo una serie di accessi programmati al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Secondo una prima ricostruzione, nella notte tra lunedì 5 e martedì 6 settembre dell’anno scorso, è stato colpito da un attacco cardiaco ed è andato in coma. Morirà alle 21.30 di sabato, dopo cinque giorni. La famiglia si è sentita dire che il decesso è stato causato da un arresto cardio circolatorio. Non si è accontentata della spiegazione e ha incaricato un legale di stendere l’esposto, che ha avviato le indagini. Nel frattempo, il sostituto procuratore Marcon ha disposto l’autopsia, che è stata seguita dall’anatomo patologo Cirnelli. Peraltro anche i familiari hanno incaricato un consulente e depositato una perizia. In prima battuta, nel registro degli indagati sono stati iscritti alcuni medici, cioè coloro che, a vario titolo e più o meno direttamente, si sono occupati di Casanova, dal momento in cui ha avvertito i dolori al petto fino a quando è morto. Ma evidentemente non è emerso nulla di penalmente rilevante a loro carico, tanto è vero che il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto l’archiviazione da parte del giudice per le indagini preliminari. Chiuso il fascicolo, ma solo temporaneamente.


Gli accertamenti si sono spostati su altro personale medico e il magistrato ha indagato l’infermiere, che era stato incaricato di effettuare un monitoraggio il più possibile continuo su Casanova, vista la situazione indubbiamente molto delicata. È in grado di ipotizzare che l’uomo possa avere delle responsabilità sulla morte del paziente, diversamente avrebbe archiviato nuovamente, di conseguenza ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Se n’è discusso nel primo pomeriggio di ieri, anche davanti ai familiari e il gup ha deciso per il processo, che verrà celebrato a partire dal prossimo mese di maggio. L’imputato è difeso da Massimiliano Paniz e dovrà difendersi dall’accusa di omicidio colposo. Sarà sentita tutta una serie di testimoni, a cominciare da quelli individuati dalla procura della Repubblica, dopo di che la parola passerà a quelli della difesa. Un ruolo molto importante sarà svolto dai consulenti delle parti, che illustreranno le rispettive perizie al giudice.


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