Minori al lavoro di notte in Comelico, esercente in tribunale

COMELICO. Una manifestazione estiva che, complice la calda serata, richiama centinaia di persone in paese. Il bar che si affolla e il personale che non basta. La decisione di chiamare anche i giovani della famiglia a dare una mano, magari lavando qualche bicchiere. E, nel mezzo della serata, la visita dell’ispettorato del lavoro che accerta una violazione che ora costa al titolare un processo per violazione della legge sul lavoro minorile.
È la cronaca di una serata concitata in Comelico che ieri è stata in parte ricostruita in un’aula del tribunale di Belluno. I fatti risalgono all’agosto del 2012 e vedono protagonista un esercente (difeso dall’avvocato Eugenio Ponti) che gestisce un locale e che, secondo l’accusa, avrebbe violato le norme che tutelano il lavoro dei minori in orario notturno e la somministrazione degli alcolici.
Ieri in aula è stata sentita la testimonianza di una dipendente della Direzione territoriale del lavoro di Belluno. Tutto nasce da un’ispezione avvenuta nel bar comeliano proprio durante la sera della festa. Un controllo all’interno del locale durato più di un’ora e che ha accertato la presenza di due adolescenti, ultra 16enni, che fanno parte della famiglia e che secondo quanto riportato dall’ispettrice erano adibiti alla somministrazione di bevande alcoliche, o almeno uno di loro.
Le domande del pubblico ministero e della difesa hanno puntato ad accertare su quale fosse il ruolo dei ragazzi in quella serata di “super lavoro” per il bar: se fossero lì per dare una mano con piatti e bicchieri da lavare, se fossero impiegati dietro al bancone o se gli sia stato dato il compito di spillare birre.
Per far luce su quanto accaduto è stata chiamata a testimoniare anche una ragazza che era stata impiegata nel locale per la stagione estiva. Secondo quanto ricostruito dall’ex collaboratrice i due ragazzi erano stati chiamati perché c’era più gente del previsto e serviva una mano per lavare i bicchieri, altrimenti non ce ne sarebbero stati abbastanza per soddisfare le richieste.
La giovane, però, ha spiegato di aver passato gran parte del tempo all’esterno del locale, circostanza che le ha impedito di indicare con precisione quale mansione fosse stata assegnata ai due ragazzi. A giugno una nuova udienza aiuterà a chiarire ulteriormente cosa è successo quella sera.
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