Malumore in paese per l’arrivo di profughi

SAN GREGORIO NELLE ALPI. Non era probabilmente questo che gli abitanti di San Gregorio sognavano per il rilancio dell'Albergo Monte Pizzocco, chiuso da fine 2012, quando il proprietario che faceva...

SAN GREGORIO NELLE ALPI. Non era probabilmente questo che gli abitanti di San Gregorio sognavano per il rilancio dell'Albergo Monte Pizzocco, chiuso da fine 2012, quando il proprietario che faceva anche il cuoco è andato in pensione. I venti posti letti, in tutto o in parte, saranno occupati da migranti secondo un accordo che sta per essere stipulato tra la cooperativa Tempus e la proprietà.

Un accordo che vede il Comune fare da spettatore interessato con il sindaco Nicola Vieceli, che di fronte alle voci di scontento che girano in paese, cerca di fare il pompiere: «Non si sa ancora con quale tempistica arriveranno i profughi e quanti saranno. L'albergo ha un massimo di venti posti. Come amministrazione comunale abbiamo ricevuto la segnalazione della Prefettura sulla possibilità che l'Albergo Monte Pizzocco possa essere utilizzato come ricovero per i migranti. Possiamo solo collaborare con la proprietà, la prefettura e la stessa cooperativa Tempus per ridurre al minimo i problemi. Evitare tensioni sociali l'obiettivo numero uno».

Vieceli ammette che in paese qualcuno manifesta preoccupazione e malcontento: «Per certi versi li posso anche capire e per questo non escludiamo di organizzare anche un incontro pubblico per spiegare la situazione quando sarà definita. La prospettiva è che dei profughi arrivino a San Gregorio. Quando non si sa».

Il sindaco giustifica la scelta dei proprietari: «Da quando l'albergo è stato chiuso a fine 2012 non c'è stato verso di trovare una gestione alternativa, malgrado siano state battute diverse strade. I proprietari si ritrovano con una grande struttura sulla quale devono pagare le tasse. So che è stata un'agenzia immobiliare a contattarli prospettando un accordo come quello che sta per essere formalizzato. Il proprietario stesso», conclude Nicola Vieceli, «abita nello stesso edifico dove alloggeranno i migranti. Credo sia interesse prima di tutto loro che non sorgano problemi».(r.c.)

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