Macchinario rotto pazienti a Belluno

Uno degli acceleratori del Ca’ Foncello di Treviso ha smesso di funzionare. I malati oncologici portati con i pulmini

BELLUNO. Uno dei tre acceleratori lineari in servizio all’ospedale di Treviso si è rotto dopo 16 anni di servizio. Non è la prima volta che i macchinari danno problemi. Dal 2013 ad oggi la Radioterapia dell’ospedale Ca’ Foncello ha vissuto alti e bassi pesanti. Il vecchio parco macchine, in parte sostituito e in parte no, ha provocato numerosi disagi. I tre acceleratori lineari erogano ogni giorno la terapia a 210 pazienti oncologici. Due dei tre acceleratori lineari sono stati sostituiti tra il 2015 e il 2016 dopo due anni di disagi. Ora a dare problemi è il terzo acceleratore.

L'Usl 9 è corsa ai ripari con una soluzione d'emergenza attivando una convenzione con l'ospedale di Belluno per dirottare parte dei pazienti trevigiani. Da qui ad agosto – il mese in cui dovrebbe essere ultimata la sostituzione del vecchio apparecchio al Ca' Foncello con uno di ultima generazione – una quota dei pazienti oncologici sarà costretta a emigrare fuori provincia per sottoporsi alla radioterapia.

«La Regione ci ha autorizzato a cambiare il nostro terzo acceleratore e stiamo procedendo con la gara europea. Ci vorranno altri sei mesi per l'acquisto del dispositivo e altri due mesi per l'installazione, contiamo di entrare a regime tra agosto e settembre del 2017. Finalmente avremo tutti e tre i dispositivi nuovi», fa sapere Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl 9.

Nel frattempo, per sopperire alla carenza di apparecchiature, l'azienda sanitaria ha portato da 10 a 12 ore al giorno il tempo delle sedute e ha stabilito che una parte dei pazienti si sottoporrà alle cure a Belluno. Per il trasporto ci saranno i pulmini della Lilt, la Lega italiana per la lotta contro il tumore.

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