L’opposizione boccia la giunta Ghedina «Immobilismo su tutto»
CORTINA. Amministrazione Ghedina bocciata su tutti i fronti dal gruppo consiliare di minoranza “Cortina presente e futuro”. Dopo due anni di mandato, Giorgio Da Rin e i suoi sottolineano tutte le pecche della giunta e sostengono con forza che «se si va a vedere quanto scritto sul programma elettorale, nulla di quanto promesso è stato realizzato».
L’attacco principale è rivolto alla mancanza di attenzione sul decoro urbano. «Nonostante l’assessore Paola Coletti sia una bravissima persona», dichiara Da Rin, «bisogna ammettere che tutto ciò che ha sbandierato in campagna elettorale non si è concretizzato».
Da Rin posta sui social le fotografie che immortalano quella che definisce una «situazione fatiscente» di marciapiedi, aiuole e strade del paese. «Per non fare quanto promesso», incalza l’opposizione, «questa giunta di scuse ne trova sempre tante e la cosa sta diventando ridicola. In primis continuano a dire che hanno ereditato una situazione disastrosa dalla giunta Franceschi. Ma Ghedina era consigliere di minoranza e quando si è candidato sapeva a cosa sarebbe andato incontro e cosa avrebbe trovato in Comune. In secondo luogo sostengono di aver fatto dei miracoli. La realtà è che l’attuale amministrazione, a differenza delle precedenti, incassa più di un milione di euro l’anno dalla tassa di soggiorno e altrettanti da Audi che, più che uno sponsor, sembra essere il proprietario del centro di Cortina visto il contratto abominevole che è stato rinnovato a novembre da questa giunta. Queste risorse andrebbero investite per sistemare il paese».
Da Rin e i suoi si lamentano anche della gestione del personale, dell’urbanistica, della viabilità e della poca attenzione prestata alla cultura ladina. «Manca una strategia su tutto», commenta, «dal turismo che è lasciato in mano ad una società salvata in extremis senza chi dà ordini. Aumentano le presenze e non grazie alla promozione che non viene fatta, ma diminuisce la spesa pro capite e questo significa solo che i nostri imprenditori guadagnano meno rispetto al passato».
«Mi auguro», conclude Da Rin, «che alla prossima tornata elettorale non si inizi con la solita cavolata che cinque anni sono troppo pochi per fare le cose e che c’è bisogno di continuità. Altrimenti il finale non sarà lieto». —
A.S.
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