Un impianto fotovoltaico a terra in costruzione nei campi di Cesa a Limana

Autorizzato con procedura semplificata perché sotto il megawatt, ridotto dai vincoli di Villa Piloni

Irene Aliprandi
Un campo agrivoltaico
Un campo agrivoltaico

Non c’è solo il progetto di Mel al centro del business del fotovoltaico in Valbelluna. A Cesa di Limana, infatti, in prossimità della zona industriale e della Villa Piloni, è in fase di realizzazione un impianto fotovoltaico a terra su iniziativa privata. L’area interessata è una superficie agricola, ma la continuità con il tessuto produttivo esistente permette la realizzazione di questo tipo di impianti.

L’intervento avrà una potenza superiore ai 900 kW ma inferiore ai 999 kW, rientrando quindi nella soglia che consente l’accesso alla procedura autorizzativa semplificata prevista per impianti di questa dimensione. Il progetto iniziale è stato oggetto di ridimensionamento in relazione ai vincoli derivanti dalla presenza della vicina villa veneta, edificio storico sottoposto a tutela, che ha imposto specifiche prescrizioni in termini di distanze, inserimento paesaggistico e configurazione complessiva dell’impianto. Nel complesso la superficie interessata è di poco superiore all’ettaro.

A fornire i dettagli è il sindaco di Limana, Michele Talo, che evidenzia come l’intervento risulti conforme sotto il profilo normativo e non presenti elementi ostativi dal punto di vista autorizzativo. «Il progetto rispetta i requisiti previsti dalla normativa vigente e si colloca in continuità con l’area produttiva esistente», spiega il sindaco.

Il progetto è promosso dall’imprenditore Sandro Casanova, attraverso Casanova Srl. Dalla visura camerale emerge che la società attualmente utilizzata (CS Srl), con sede a Limana e amministrata dallo stesso Casanova, ha come attività prevalente il noleggio di autoveicoli, pur presentando un oggetto sociale ampio che include anche la produzione e vendita di energia elettrica e la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili.

Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, l’intervento è da considerarsi un’iniziativa imprenditoriale privata e, allo stato attuale, non risulta inserito in una comunità energetica rinnovabile (CER), pur restando aperta la possibilità di una futura adesione. La normativa prevede infatti che i soggetti la cui attività principale sia la produzione e vendita di energia elettrica non possano aderire a una CER, che è invece riservata a consumatori, enti e imprese con caratteristiche diverse.

Dal punto di vista economico, l’investimento complessivo è stimato oltre il milione di euro, con l’installazione a terra di almeno 1500 pannelli fotovoltaici. I tempi di rientro indicati, senza calcolare i contributi pubblici alla costruzione dell’impianto riservati alle CER, si collocano nell’ordine dei 7-8 anni. L’eventuale adesione a una comunità energetica potrebbe incidere ulteriormente sulla sostenibilità economica dell’intervento, attraverso l’accesso ai meccanismi incentivanti .

Al momento, tuttavia, l’impianto non risulta inserito in alcuna CER. Sul territorio comunale sono presenti o in fase di sviluppo diverse iniziative legate alle comunità energetiche, con perimetri definiti in relazione alle cabine primarie di distribuzione, ma il progetto in oggetto non è ancora associato a tali configurazioni.

Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, non risultano attualmente ulteriori procedimenti analoghi in fase avanzata nel territorio di Limana. L’intervento di Cesa rappresenta quindi uno dei principali progetti fotovoltaici di scala intermedia attualmente in corso nel comune. —

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