L’eredità di Castellavazzo nella fusione

L’ultimo consiglio comunale tra opere realizzate e “dote” che il Comune porta nella nuova realtà

CASTELLAVAZZO. Con l'ultimo consiglio comunale si chiude la storia amministrativa di Castellavazzo, iniziata nel 1866 con l'istituzione del comune dopo l'annessione al Regno d'Italia.

Il momento storico è stato suggellato dal sindaco Sonia Salvador che ha voluto lasciare come “eredità” alcune linee guida al nuovo ente che si creerà con la fusione con Longarone, indicando anche alcune tappe per i prossimi mesi: «per prima cosa» ha detto «alcune comunicazioni di servizio: il municipio resterà aperto con i soliti orari fino alle elezioni del 25 maggio, così come gli uffici e il personale che saranno riorganizzati dopo tale data.

Come previsto resterà lo stemma comunale e sarà creato un comitato frazionale per rappresentare il nostro territorio con funzioni consultive, composto da cinque membri: un presidente e quattro rappresentanti delle frazioni.»

Con l'esenzione del patto di stabilità si potranno completare alcuni lavori pubblici ora bloccati e altri potranno essere programmati, Salvador fa un elenco delle priorità: «c'è il parcheggio a sud del municipio, la riqualifica della località Crosta, il miglioramento dell'arredo urbano e dell'illuminazione in via Roma, l'area camper in zona Malcolm, il restauro della Torre della Gardona, il recupero per finalità culturali dell'ex cella mortuaria del cimitero, i lavori al museo degli zattieri e l'expo archeologica in municipio e il mantenimento della mini rete museale Maè Piave.»

Poi ci sono alcuni punti fermi che Castellavazzo consegna al nuovo ente: «una gestione equa del contributi per i vari territori, l'utilizzo delle professionalità dei dipendenti nell'area del bilancio e della gestione contributi e l'applicazione delle tariffe più basse nelle varie tassazioni, grazie ai benefici dei maggiori trasferimenti. Importante anche l'attenzione ai centri storici e la precisazione che gli introiti della futura centralina del Ponte Campelli (meglio nota come “centralina del Vajont”) saranno ancora suddivisi tra Longarone e Castellavazzo per garantire sostegno al territorio. Tutti hanno gli occhi puntati su di noi» conclude l'ultimo sindaco di Castellavazzo «non siamo soli perché abbiamo aiuti a tutti i livelli di governo. Ora la sfida più grande: quella di costruire anche l'amalgama sociale nella fratellanza, evitando i campanilismi».

Letta anche una nota del presidente della Regione Luca Zaia: «oggi si chiude una pagina ma se ne apre un'altra ricca di prospettive. La Regione è al vostro fianco per questo vostro virtuoso percorso.»

Presenti tra il folto pubblico che con commozione ha salutato il “comune” anche gli ex sindaci Rino Zoldan e Marilena Zoldan. Conclusione con un momento conviviale per tutta la cittadinanza.

Enrico De Col

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi