Le “ciauceres” della tradizione cadorina
VODO. Affollata la sala Fratelli De Lorenzo Varonego per la serata dedicata alle fornaci. A Vodo si è tenuta una tappa della quinta edizione della settimana della cultura cadorina, organizzata dalla Magnifica Comunità del Cadore. Vodo ha ancora 9 fornaci da calce, o ciauceres come le chiamano in ladino i residenti, che non vengono più utilizzate. Durante la serata è stato proiettato il documentario di Michele Rosset, realizzato dagli Amici di Carfagnoi di Trichiana.
Il video racconta come è tornata a nuova vita la fornace di Faldine. Il gruppo frazionale Carfagnoi ci ha messo diversi mesi per recuperarla, e quell’esperienza è diventata un documentario intitolato “Polvere di roccia”.
Il documentario, grazie anche alle testimonianze di alcuni anziani, ripercorre tutte le fasi della produzione della calce. Le fornaci, sono manufatti archeologici industriali. Per l’abbondanza della pietra calcarea e del combustibile (legna) venivano utilizzate dalle famiglie e dalle comunità per i bisogni locali. Si faceva una cotta all’anno. Prima dell’arrivo dell’inverno e della neve, quasi un anno prima dell’accensione della fornace, iniziava la fase dell’approvvigionamento della legna. Seguiva la raccolta dei sassi, un’operazione delicata che richiedeva una esperienza nel selezionare le pietre da calce. I sassi dovevano essere disposti nella fornace in modo da non cadere o crollare durante la cottura. La fornace veniva accesa in settembre, una volta terminati i lavori nei campi.
Dopo la proiezione del documentario sono state mostrate le fotografie delle nove ciauceres presenti a Vodo e l’ingegner Marco Moretta ha spiegato le caratteristiche tecniche delle fornaci. Da Trichiana, un gruppo di cittadini, guidato da Regina De Vecchia, ha raggiunto Vodo per la serata, ed è stato accolto dal sindaco Domenico Belfi, che si è complimentato per l’ottimo lavoro. (a.s.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi