Lattanzio ricompare dopo giorni di paura «Un viaggio da solo»
BELLUNO
Valerio Lattanzio è vivo. Chi pensava che il supertestimone della Procura della Repubblica si fosse tolto la vita l’altro giorno ha potuto riabbracciarlo. Soprattutto Giuseppe Viozzi, il socio con cui Lattanzio divide un’abitazione in Sinistra Piave. Entrambi sono arrivati in provincia per cercare protezione e, nelle scorse settimane, hanno dettato fiumi di verbali ai carabinieri e al procuratore Paolo Luca su quarant’anni di misteri italiani, dal rapimento di Emanuela Orlandi in poi.
Il 14 agosto Lattanzio se n’era andato, lasciando una lettera evidentemente allarmante a Viozzi. Il loro avvocato bellunese Gianfranco Tandura per primo temeva per la sua sorte ed era arrivato a ipotizzare il suo suicidio. In realtà, da libero cittadino si è fatto un giro tra il Cadore e le Marche, per farsi gli affari suoi: «Era nelle condizioni di poterlo fare, ma confermo quelli che erano i miei timori», spiega Tandura, «nelle ultime ore, ho ricevuto una telefonata rassicurante. Lattanzio è tornato da un viaggio».
Nemmeno la compagna Carlotta Viaro, che è stata interrogata dal sostituto procuratore Marco Faion, assistita dal legale di fiducia Antonio Prade, sapeva dove fosse. L’uomo ha anche aperto un profilo sul sito calcioscout.com, nel quale il 42enne romano si presenta come procuratore sportivo e indica come base Belluno.
Non è ancora chiuso il fascicolo per atti persecutori ai danni di Lattanzio e Viozzi nel quale risultano indagate due persone, che fanno parte dello stesso mondo. Telefonate mute, sassi sulle finestre, un principio d’incendio e dei bossoli. —
G.S.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








