L’Arpav: «Il pericolo è di grado 2»

Il centro meteo prevede slavine anche di medie dimensioni dai pendii ripidi

LIVINALLONGO. Un pericolo di valanga di grado 2, quindi moderato, ma del quale tenere conto. Il centro meteo di Arabba dell’Arpav, che mette a punto il bollettino neve e valanghe per le Dolomiti bellunesi, traccia questa situazione per le prossime giornate.

«Nei giorni scorsi è piovuto fino in alta quota con scarso rigelo notturno», sottolineano gli esperti dell’Arpav nel bollettino diffuso ieri, «il manto nevoso presenta ormai quasi ovunque strati formati prevalentemente da grani da fusione e rigelo. L’ablazione è intensa a tutte le quote e la copertura nevosa va rapidamente riducendosi di estensione. Il pericolo di valanghe è in generale moderato (grado 2) oltre il limite del bosco».

«Lungo i pendii carichi di neve», fanno notare ancora i tecnici dell’Arpav sul bollettino che viene aggiornato periodicamente sul sito www.arpa.veneto.it, « sono possibili ancora distacchi spontanei di piccole valanghe e in singoli casi, lungo i pendii molto ripidi, anche valanghe di medie dimensioni di fondo. La possibilità di distacchi provocati di valanghe è generalmente con forte sovraccarico anche se in singole situazioni (pochissimi pendii) è possibile anche con debole sovraccarico».

A influire sull’andamento del rischio valanghe, ovviamente, saranno le condizioni meteo generali. «Nei prossimi giorni il tempo sarà variabile con ampi tratti soleggiati», spiega l’Arpav, «nel fine settimana la possibilità di rovesci o temporali sarà maggiore. Le temperature sono previste in diminuzione. Date le previsioni meteorologiche, la stagione e il tipo di neve al suolo, il pericolo di valanghe non subirà variazioni e fino a lunedì sarà moderato (grado 2). Oltre il limite del bosco saranno possibili distacchi di piccole valanghe lungo i pendii ripidi e in singoli casi (pendii molto ripidi in ombra) anche di valanghe di medie dimensioni e distacchi provocati generalmente con forte sovraccarico e in singoli casi (pendii molto ripidi sottovento) anche con debole sovraccarico. Le condizioni per escursioni sulla neve presentano difficoltà diverse in relazione al rigelo notturno e alla stratificazione del manto nevoso. Sono molti i versanti di piccole dimensioni dove la neve è bagnata e senza coesione fino al suolo e che rende difficoltosa la progressione. In quota, i residui pendii che non hanno ancora avuto una importane attività valanghiva, hanno poca stabilità e diventano critici già durante la mattinata.

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