L’appello di Pais «Il corso infermieri rimanga a Feltre»

FELTRE. Era cominciato male, l'anno accademico al corso di laurea in scienze infermieristiche della sede distaccata di Feltre, fra un organico traballante e l'indisponibilità dei docenti universitari segnalata dagli stessi studenti. Quasi un segnale di quanto si prospetta ora, con la sospensione del corso decentrato per effetto di un decreto ministeriale applicato in barba alla Regione, cioè senza concertazione, che penalizza non solo le sedi periferiche ma anche la sanità di montagna. E che avrebbero un solo torto, quello di essere logisticamente scomode per docenti avvezzi alla viabilità di pianura. Di questo è convinto Luigi Pais, presidente del collegio Ipasvi di Belluno che con i colleghi delle città interessate al depotenziamento, si è già mosso in regione contattando Leonardo Padrin della quinta commissione consiliare.
«È vero che c'è un decreto targato Gelmini che tende a ridurre le sedi periferiche e a potenziare quelle centrali che infatti vanno a regime. Ma c'è anche la Regione di cui si deve tener conto rispetto a scelte di questo tipo. E non si può non pensare male, cioè pensare che quelle di montagna siano sedi scomode per i docenti universitari. Ma l'ordine della provincia di Belluno si interroga sul futuro della formazione dei professionisti nel settore sanitario, che possono diventare il presidio delle realtà ospedaliere di montagna, alla luce di un provvedimento che va a sopprimere un corso come quello di Feltre. Il corso di laurea in scienze infermieristiche coordinato da Franco Capretta, funziona bene e sforna professionisti di spessore. È per questo che come associazione di categoria faremo la nostra parte per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità che gli infermieri si formino in montagna per garantire assistenza specializzata in un contesto sicuramente più problematico rispetto ad altre realtà».
Al presidente dell'ordine Pais, inoltre, non tornano i conti su un'ipotesi ambigua che vorrebbe salvare capra e cavoli creando confusione nei percorsi formativi. «Pare che si vogliano fare i corsi universitari nelle sedi centrali e spostare i tirocinii nelle sedi distaccate, come Feltre e tutte le altre dove si prospettano sospensioni e soppressioni. Non mi sembra affatto una strategia da mettere in atto. Confidiamo in Padrin, presidente della quinta commissione consiliare, perché difenda l'alta formazione in territori più decentrati e anche dei pazienti di montagna. Ripeto: Feltre è una buona fucina per una professione delicata com'è quella dell'infermiere. Peccato che per una questione di mera logistica, tanta ricchezza rischi di perdersi».(l.m.)
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