L’allarme: "Aziende forestali bellunesi bloccate". Sale il rischio bostrico nei boschi di Vaia

BELLUNO
C’è un comparto del settore economico bellunese che rischia di vedere compromessa un’intera stagione, e non solo. È quello delle imprese forestali, completamente bloccato.
«Nei comuni montani, la legna da ardere è un bene primario che deve essere garantito in programmazione dell’autunno, tenendo conto che il ciclo produttivo dura alcuni mesi (dal taglio delle piante all’esbosco dei prodotti, fino al trasporto, all’essiccazione, e alla consegna). La legna da ardere, che per molte nostre famiglie rappresenta la fonte principale per il riscaldamento domestico, deve essere essiccata ed è il periodo primaverile quello ottimale per le consegne alle famiglie in prospettiva del prossimo inverno», sottolineano i rappresentanti del Coordinamento nazionale delle Imprese Boschive.
E così il sindaco di Seren del Grappa ha preso carta e penna e ha scritto nelle scorse ore una lettera ai tre ministeri competenti: Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Sviluppo Economico e Autonomie e Affari Regionali.
Lo ha fatto, facendo proprie le richieste del Coordinamento nazionale delle Imprese boschive, dell’Uncem e dell’Associazione italiana Energie Agroforestali, per sottolineare che i tempi sono strettissimi e i piani di taglio e distribuzione non potranno essere rispettati se lo stop in atto dovesse prolungarsi ancora, mettendo così a repentaglio l’intera stagione produttiva.
E questo non solo per quanto riguarda la produzione di legna da ardere, ma anche il legno cippato destinato alle caldaie, alle reti di teleriscaldamento o di cogenerazione e l’approvvigionamento delle filiere degli imballaggi in legno (pallet), fondamentali per molti altri settori compresi quello alimentare e farmaceutico.
«C’è però purtroppo molto di più», aggiunge il sindaco Dario Scopel: nei nostri boschi noi siamo ancora alle prese con i drammatici effetti della tempesta Vaia. I programmi di recupero degli schianti sono stati completati solo parzialmente e il materiale a terra è ancora moltissimo. Se dovessimo perdere altro tempo, è molto probabile che la situazione degeneri rapidamente anche sul piano della diffusione di alcuni parassiti come il bostrico, con ulteriori gravissimi danni anche alle piante ancora in vita».
Al pregiudizio economico per le imprese del settore e per le casse comunali si aggiungerebbe a questo punto anche un grave danno sul piano ambientale e botanico.
«Chiedo ai ministri competenti - Bellanova,Patuanelli e Boccia – di intervenire immediatamente per sbloccare la situazione e rendere le imprese del settore forestale nuovamente operative, così come accade per le “gemelle” del comparto agricolo. Lo scenario che si va prospettando a breve termine è drammatico, con gravi conseguenze – come è facile intuire – anche sul piano turistico», conclude il sindaco di Seren. —
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