La vita da alpino di nonno Valentino

DANTA DI CADORE. Valentino Doriguzzi Zordanin, classe 1920, ultimo reduce del comune di Danta, sale le scale incurante dei suoi 95 anni ben portati, per ricevere dalle mani del capogruppo Nicola Doriguzzi Bozzo, una piccola pergamena come riconoscimento per una esemplare vita di alpino in tempo di guerra e in tempo di pace. Rientrando nello schieramento commenta tra sè "Non me l'aspettavo".
Queste semplici parole rappresentano tutta la grandezza degli alpini: sempre pronti a fare il proprio dovere e ad impegnarsi per gli altri senza aspettarsi alcun ringraziamento anche se dovuto. È stato uno dei momenti più significativi del 40° anniversario del Gruppo di Danta e del 26° raduno della Sezione Ana Cadore, svoltosi nell'affettuoso ricordo del presidente Pierluigi Bergamo, recentemente scomparso. Il corteo alpino ha sfilato per le vie del paese con l'accompagnamento del Corpo Musicale di Auronzo. Sulle note della "Bella del Cadore" lo schieramento nella piazza davanti alla chiesa e al monumento.
Dopo l'alzabandiera e l'onore ai caduti, con la lettura da parte del capogruppo dei nomi di tutte le vittime di Danta perite in guerra, gli interventi ufficiali. Doriguzzi ha tracciato in breve la storia del Gruppo, costituito nel 1975, con la attività di maggior rilievo di questi 40 anni nei quali si sono succeduti nove capigruppo.
Il sindaco alpino Ivano Mattea ha voluto ringraziare gli alpini per l'opera che continuano a svolgere animando il paese e aiutando chi ha bisogno. Il magg. Da Corte in rappresentanza del 7° Alpini ha ricordato l'amico Pierluigi, augurando poi agli alpini di continuare a svolgere la loro opera preziosa nel segno della collaborazione. Infine l'intervento di Antonio Cason, quale vice presidente vicario della Sezione Cadore: «Di solito con Pierluigi concordavamo la partecipazione alle diverse cerimonie di questo periodo così intenso. Il lunedì di quella tragica settimana mi disse che a Danta per il 40° e il raduno sezionale voleva esserci lui. 'Gli alpini di Danta lo meritano davvero'. Un desiderio che non ha potuto realizzarsi. Oggi diamo il giusto merito ad un gruppo che ha saputo rinnovarsi con una dirigenza che ha dato nuova linfa e nuovo impulso per tutte le attività che rendono vivo il paese». Dopo la messa, la sfilata alpina fino agli impianti sportivi dove il Gruppo aveva allestito il rancio alpino per tutti. (l.o.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








