La Vinyls verso il fallimento

Porto Marghera, esaurite tutte le mediazioni: 140 lavoratori in mobilità

VENEZIA. Alla Vinyls di Porto Marghera era venuti tutti a promettere il futuro e dispensare speranze. Al termine di quattro lunghi anni per l’azienda chimica non c’è più niente da fare e al giudice non resta che accompagnare l’azienda al fallimento. Nessun investitore, infatti, ha acquisito gli impianti e riassunto i 140 dipendenti di Vinyls, anzi i debiti invece che calare sono aumentati e in cassa non sono rimasti soldi nemmeno per retribuire i lavoratori che hanno continuato a garantire i presidi di sicurezza degli impianti catalogati dalle direttive europee «pericolosi e a rischio di incidente rilevante».

A nulla sono servite le proroghe dell’amministrazione straordinaria concesse dal tribunale di Venezia. L’ultima è scaduta proprio ieri, 15 maggio, e il tribunale, come annunciato, dovrà procedere al fallimento immediato, salvo il tempo necessario per completare le operazione di svuotamento e demolizione degli impianti. Per i lavoratori la prospettiva è di passare dalla cassa integrazione alla mobilità, ovvero il licenziamento, se non spunterà per loro una alternativa, come la promessa ricollocazione alle dipendenze dell’Oleificio Medio Piave della famiglia Dal Sasso, oppure come dipendenti di Mossi & Ghisolfi (M&G), il gruppo chimico piemontese che aveva scritto al sindaco Orsoni annunciando l’intenzione di investire a Marghera 150 milioni (dei quali 50 finanziati dall’Unione Europea) per la costruzione di un raffineria di carburanti di secondo generazione.

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