«La strada di Bus de Val diventi una ciclabile»

Senza dimenticare quella per la zona franca, nuova “battaglia” per Bergagnin e Dellamore

SANTO STEFANO. La pista ciclabile, piuttosto che la galleria di Coltrondo. E' la nuova sfida di Elisa Bergagnin e Francesca Dellamore, le due imprenditrici del Comelico che da tempo si battono per l'istituzione di una zona franca - tema ripreso ieri a Padova da Stefano Parisi, leader del Centrodestra - e che, in fatto di infrastrutture, sollecitano iniziative nel breve periodo, piuttosto che attendere la concretizzazione dei cosiddetti “sogni nel cassetto”. Dunque, la strada di Bus de Val potrebbe essere trasformata, secondo Bergagnin e Dellamore, in una pista ciclabile che si collega a quella tra Auronzo ed il CentroCadore e che porta all'ingresso della Val Camelico. E', per intenderci, la strada utilizzata come alternativa alla statale 52 Carnica quando rimase bloccata dalla frana di Coltrondo. «La prospettiva l'abbiamo presa in considerazione, ancora a suo tempo», conferma il sindaco Buzzo, «e l’idea è assolutamente da accogliere. Ma ci sono dei problemi. Le condizioni di questa strada sono pessime, infatti non è sottoposta a manutenzione. L'ultima volta l'avevamo fatto in relazione al transito delle auto che serviva». Per mettere in sicurezza quella direttrice sono necessarie risorse ingenti. A suo tempo il Comune aveva verificato la possibilità di intervenire con i fondi Odi, ma la somma necessaria era troppo alta; o, meglio, richiedeva una compartecipazione che le casse municipali non potevano consentire. Secondo le due imprenditrici, però, nella troppo lunga attesa della galleria di Coltrondo, che sarà appaltata solo nel 2019, e della ancora più remota costruzione del treno delle Dolomiti, si rendono indispensabili alcune opere infrastrutturali di minima portata, come appunto sarebbe la pista ciclabile, da collegare con i percorsi che attraversano la valle e che arrivano dalla Pusteria. Intanto per quanto riguarda l'altra priorità posta da Dellamore e Bergagnin, Parisi ieri a Padova ha detto che ci sono tutte le condizioni di poter procedere con l'istituzione di una zona defiscalizzata. Magari, ha auspicato, allargata a buona parte del Veneto. Ma Bergagnin e Dellamore, dati alla mano, sono convinti che una realizzazione di questo tipo è compatibile soltanto con un territorio delimitato. (f.d.m.)

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