La minaccia con la pistola non sta in piedi

FELTRE. Minacciati con una pistola? Le testimonianze sono state talmente vaghe e contraddittorie che la prova dell’accaduto non c’è. Simone De Dorigo è uscito dall’aula del tribunale con gli agenti...

FELTRE. Minacciati con una pistola? Le testimonianze sono state talmente vaghe e contraddittorie che la prova dell’accaduto non c’è. Simone De Dorigo è uscito dall’aula del tribunale con gli agenti della polizia penitenziaria, ma anche con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, pronunciata dal giudice Scolozzi. Era la soluzione prospettata dal suo avvocato Marzia Ianese. Mentre il pubblico ministero Rossi aveva chiesto una condanna a dieci mesi di reclusione, ma obiettivamente con poche speranze di essere ascoltata.

L’ultima deposizione ha raggiunto toni altamente drammatici. L’uomo che, nel gennaio di quattro anni fa ospitava De Dorigo e la sua fidanzata in dolce attesa, non ricordava praticamente niente, al di là del fatto che i suoi ospiti avessero litigato. Non solo ha contraddetto il contenuto delle sommarie informazioni rilasciate ai carabinieri, ma addirittura non ha riconosciuto la propria firma in fondo al verbale. Secondo l’accusa, De Dorigo avrebbe puntato una pistola alla testa, minacciando di uccidere tutti e poi di togliersi la vita. Il pm non ha chiesto la trasmissione degli atti alla procura per falsa testimonianza, solo perché si è trovata davanti un uomo in grave difficoltà. Questo non le ha impedito di chiedere la condanna per l’imputato, ma il giudice ha ritenuto che la prova della minaccia aggravata non fosse stata raggiunta e lo ha assolto perché il fatto non sussiste. (g.s.)

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