La frana di Paradisi sarà sistemata entro il 2020 «Opera da 3 milioni»

Lo studio di fattibilità avanzato diventerà progetto esecutivo Bortoluzzi: «Iter impegnativo che partirà dopo Ferragosto»



Paradisi, via la frana entro il 2020. Lo studio di fattibilità avanzato, che la Provincia ha commissionato allo studio Cargnel, diventerà un progetto definitivo dopo Ferragosto ed entro l’anno prossimo dovrebbero partire i lavori necessari a rimuovere la massa di circa 200 mila metri cubi di materiale, che scende dalla montagna e, nel frattempo, si è mangiata la strada di accesso alla borgata del Comune di Ponte nelle Alpi e danneggiato il ponticello sul torrente al confine con Pieve d’Alpago.

Un lavoro da 3 milioni di euro, che è diventato ancora più urgente dopo la tempesta Vaia dello scorso autunno. La frana già camminava piuttosto spedita e ha fatto un notevole salto in avanti per gli effetti della forte ondata di maltempo. Dopo un periodo di grande disagio, i pochi residenti hanno potuto transitare lungo il tracciato alternativo predisposto dall’amministrazione comunale pontalpina, ma entro un anno sarà di nuovo possibile arrivare ai Paradisi (altrimenti detti Cassani) lungo la laterale della provinciale 4 della Val Cantuna: «Noi e i colleghi dell’Alpago abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità, cercando di garantire il più possibile il passaggio», spiega il sindaco pontalpino, Paolo Vendramini, «e adesso la competenza è passata alla Provincia. Pensavamo che i lavori potessero partire già entro il prossimo autunno, in realtà slitteranno senz’altro di qualche mese, ma ormai dovremmo esserci».

A Palazzo Piloni stanno studiando con grande cura la situazione e aspettano un segnale concreto dallo studio incaricato: «C’è uno studio di fattibilità avanzato, che diventerà presto un progetto definitivo», sottolinea il consigliere delegato alla Difesa del suolo, Massimo Bortoluzzi, «dopo la metà di questo mese, dovremmo avere tutti gli elementi necessari ad avviare un iter, che però non sarà semplice. Bisognerà individuare i soggetti da coinvolgere nell’operazione e far partire la gara d’appalto».

I tempi non saranno brevissimi, insomma, ma almeno il meccanismo sta per mettersi in moto: «Non saremo in grado di partire entro l’anno in corso, ma se ne parlerà senz’altro nel prossimo. Quando avremo in mano il progetto esecutivo, potremo essere molto più chiari di così. In questa fase, non ha alcun senso buttare lì una data a caso. È un lavoro di una certa portata e con un costo non indifferente per il quale bisognerà anche trovare dei finanziamenti. Quello che posso dire, al momento, è che partiremo senz’altro entro il 2020». —



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