“La Fiorita”, il fatturato sfiora il milione

Cesiomaggiore: serata celebrativa per i 40 anni della cooperativa che punta sul diversificare l’offerta e le coltivazioni
CESIOMAGGIORE. Quarant’anni nel segno della crescita fino al quasi milione di fatturato del 2016, agli oltre 300 soci e circa 200 ettari di coltivazioni tradizionali locali. Questa la cooperativa La Fiorita, che venerdì si è riunita nella struttura agli impianti sportivi di Pradenich per salutare il traguardo raggiunto e spiegare che ci sono ancora tanti progetti già avviati o in procinto di partire per fare crescere ancora le dimensioni di questa realtà che in ogni caso contribuisce in modo importante alla cura e alla salvaguardia del territorio. «La nostra forza è stata e resterà quella di diversificare», ha spiegato l’agronomo Stefano Sanson, uno dei riferimenti della cooperativa assieme al presidente Eugenio Garlet, al timone ormai da dodici anni. Perché è la gamma dei prodotti a fare la forza della Fiorita: orzo della Val Belluna, mais sponcio, patata di Cesiomaggiore, farro grande alpino, frumento, grano saraceno, fagiolo di Lamon, fagiolo gialet, zucca e altre colture orticole in appezzamenti più modesti. Coltivazioni che hanno dato vita a una gamma di prodotti sempre più ampia e vasta, capace di conquistare il favore dei consumatori feltrini, bellunesi e di chi transitando sulla Sinistra Piave o a Busche acquista nei due punti vendita diretta della cooperativa.


La cooperativa adesso.
I risultati ottenuti vanno probabilmente al di là di ogni più rosea aspettativa di quella ventina di agricoltori che decisero di mettersi insieme. Il 2017 ha segnato ulteriore passo avanti con l’acquisizione dell’impianto di Grum dove viene eseguita la molitura del mais, ma sono tutti i dodici anni della gestione Garlet a essere contraddistinti da un’accelerazione dell’attività svolta, con la creazione di collaborazioni importanti sia con Lattebusche, sia con la Fabbrica di Birra Pedavena, presenti a Pradenich con i loro vertici. «Stiamo lavorando a un progetto per realizzare un magazzino e il punto di trasformazione dei prodotti», ha ricordato Eugenio Garlet. «Un’iniziativa di concerto con il Comune di Cesiomaggiore di cui la Fiorita è cofinanziatrice, nel segno di un rapporto di collaborazione avviato ai tempi dell’amministrazione De Bastiani, proseguita con l’ex sindaco Balen e che continua oggi con il sindaco Zanella». «In effetti», ha aggiunto Sanson, «ora serve riunire i vari magazzini sparsi sul territorio. Credo che la Fiorita possa essere la casa per tutti quegli agricoltori che cercano un minimo di organizzazione per la logistica e la vendita dei loro prodotti. Restiamo aperti ad alleanze come quella instaurata con Mele a Mel». Attualmente la cooperativa dà lavoro a dieci persone, di cui cinque fissi e cinque stagionali.


I riconoscimenti e la gamma dei prodotti.
L’ultimo in ordine cronologico è arrivato domenica scorsa dalla Famiglia Feltrina, ma nel settore dell’agroalimentare pesa il terzo posto nazionale assegnato al mais sponcio dal Gambero Rosso su centinaia di varietà di farina per polenta presenti in Italia. Poi c’è la patata di Cesiomaggiore, che fa da traino con la Festa che si svolge da 17 anni e che diventa vetrina per tutti gli altri prodotti. Sanson sottolinea il successo ottenuto dall’orzo, con 130 ettari coltivati che vanno interamente a Pedavena per la produzione della Birra Dolomiti, e in parte minore per il caffè d’orzo, pure molto gettonato dai consumatori. Infine la farina di mais sponcio: ormai se ne vendono circa 600 quintali all’anno.


I ricordi.
La serata è stata l’occasione per un amarcord da quel 1977 in cui la presidenza di Egidio Curto andò a braccetto con il ruolo fondamentale di Camillo Funario, il quale riuscì ad aggregare gli agricoltori promuovendo l’acquisto in gruppo di mangimi e concimi dal Consorzio agrario permettendo di spuntare così prezzi più vantaggio si per tutti. Fu quella la molla per stare insieme fare cooperazione, insieme alla possibilità di risolvere efficacemente i problemi che ciascun agricoltore si trovava ad affrontare. «La prima vera svolta», ha spiegato Sanson, «è stata la decisione di passare alla filiera corta, alla vendita diretta, dando valore aggiunto alle nostre produzioni. In quel momento abbiamo compreso che quello che è comunque un part time, poteva comunque dare un reddito». Il saluto del Comune di Cesio è stato portato dal vicesindaco Carlo Vigna: «Avere la sede della Fiorita a Cesio è un vanto per il Comune e per l’intera comunità. È parte integrante del paese, rappresenta il polo aggregante per tanti piccoli agricoltori che hanno trovato una linea comune e poi rappresenta il miglior sistema per mantenere in ordine il territorio.


Roberto Curto


©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi