La casa natale di Papa Luciani aperta da domani alle visite

CANALE D’AGORDO
Eccoli gli interni di casa Luciani. Si potranno visitare dalle 17 di domani, dopo più di 40 anni dalla chiusura dello storico edificio. C’è la stanza dove Albino è nato il 17 ottobre 1912 e dove è stato pure battezzato, in tutta fretta perché sembrava molto fragile. La sua camera è l’unica che era riscaldata da una stufa a legna, che ancora funziona. . Loris Serafini, direttore del museo dedicato a Giovanni Paolo I, ha fotografato quelle stanze, prima ancora che si venisse a sapere che un donatore trevigiano aveva offerto una somma tale alla sua diocesi, quella di Vittorio Veneto, da consentire l’acquisizione dell’edificio. Non l’intera casa sarà aperta al pubblico, perché alcuni piani hanno bisogno di essere ristrutturati, ma i pellegrini potranno osservare la cucina, la cantina dove il padre di Albino lavorava il legno durante l’inverno e la vecchia stalla.
«Sì, questa era una famiglia di contadini, vissuta nella semplicità e nella povertà. La cucina, molto sobria – segnala Serafini – ricorda il luogo dove non solo Albino è cresciuto ed ha vissuto soprattutto con la mamma, perché il papà era emigrante, ma anche il luogo dove è tornato a trovare molte volte il fratello Edoardo. C’è tornato fino a poco prima di partire per Roma».
Luciani, sia da vescovo che da patriarca e poi da papa, ha sempre manutenuto un fortissimo legame con la sua famiglia. Disponeva di una piccola stanza dove poteva venire a dormire ogniqualvolta lo desiderasse. Serafini ricorda che il “papa del sorriso” ha perfino rinunciato alla sua parte di eredità in favore del fratello, proprio per aiutare la famiglia. La casa, che riapre domani, è stata abitata da Edoardo Luciani fino al 2008, l’anno della sua morte. «Mantenendo la linea della famiglia, Edoardo, detto Berto – ricorda Serafini – , ha voluto rimanere in semplicità e vivere ancora in questa casa che, pertanto, non era visitabile. I nove nipoti, dal 2008 in poi, hanno deciso di aspettare il momento opportuno per orientarsi su che cosa fare ed hanno tenuto disponibile la casa perché venisse acquistata da un ente ecclesiastico». Recentemente, un benefattore trevigiano ha donato una somma alla diocesi di Vittorio Veneto tale da consentire l’acquisto della struttura. La diocesi ha fatto un passo in avanti quando ha ricevuto la disponibilità del Comune di Canale a prendersi cura delle aree all’aperto e quella della diocesi di Belluno e di Venezia a collaborare. La casa sarà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, e sarà visitabile grazie al biglietto unico che comprende anche l’entrata al museo. L’inverno prossimo inizierà una ristrutturazione per visitare gli spazi visitabili.
Domani alle 16, il card. Beniamino Stella, postulatore della causa di canonizzazione, presenterà il volume tratto dagli atti del processo canonico “Albino Luciani. Giovanni Paolo I. Biografia ex documentis. Dagli atti del processo canonico” curato da Stefania Falasca, vicepostulatrice, da don Davide Fiocco, collaboratore della causa di canonizzazione, e dallo storico Mauro Velati. Alle 17 è in programma la prima visita guidata. Alle 18, nella chiesa arcipretale, avrà luogo una tavola rotonda moderata da Serafini, in occasione della pubblicazione del libro di Antonio Preziosi “Giovanni Paolo I, indimenticabile”. —
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