La battaglia di Tramontin vittima del Talidomide

BELLUNO. Maledetto Talidomide. Luca Tramontin sta ancora cercando di ottenere giustizia. A 47 anni, il telecronista bellunese di Eurosport è sempre in battaglia con lo Stato, che non riconosce la sua condizione. Tutto per due mesi di ritardo. L’ex rugbysta cresciuto nella squadra cittadina e passato per Casale, Piacenza, Brescia, Viadana, Glen Innes in Australia, New York, Chicken Rozzano, Cus Milano, Bellinzona e Lugano è nato con la mano destra senza dita per gli effetti di questo farmaco di nome Talidomide, che negli anni Cinquanta e Sessanta veniva somministrato alle donne incinte come sedativo, anti nausea e ipnotico, senza sapere che poteva provocare gravi malfomazioni ai piccoli. Nascevano bambini con gravi difficoltà nello sviluppo degli arti. Soprattutto le braccia, ma anche le gambe: dalla totale mancanza a diversi gradi di focomelia, cioè la riduzione delle ossa più lunghe.
Tramontin è cresciuto, passando da una sala operatoria all’altra e, una volta più grande, è riuscito ad arrivare ai massimi livelli nel rugby, pur avendo la mano destra con sole tre dita. Non ha mai avuto alcuna paura di placcare, saltare in touche e andare in meta e non si è mais entito inferiore, perché la sua mano non era proprio come quella dei compagni di squadra. Non si è nemmeno dedicato solo alla palla ovale, ma anche al football australiano, per esempio, senza trascurare altre discipline sportive, sia in Italia che in Svizzera e addirittura in Ungheria, approfittando in maniera legittima delle origini di un suo antenato.
C’è una legge del 1989, che prevede di risarcire i nati con la sindrome da Talidomide, ma c’è una specie di beffa in agguato. Come un placcaggio irregolare: «Gli indennizzi sono previsti soltanto per coloro che sono venuti alla luce ta il 1959 e il 31 dicembre 1965», denuncia Tramontin, «e io sono nato il 22 febbraio 1966, di conseguenza non avrei diritto a niente. Si parla di 140 mila euro e un assegno mensile da 4 mila e sono sempre più deciso a ottenere quella giustizia,che mi taglia fuori per questione di soli due mesi».
Quel ragazzone, che ormai comincia ad avere la sua età lavora tra Eurosport e la televisione della Svizzera italiana. Vive a Bellinzona con la fidanzata e un figlio di 13 anni, nel Canton Ticino e trova anche il tempo per allenare una squadra di disabile e persone Down di Lugano. Quei soldi gli servirebbero per ampliare i suoi progetti sociali.
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