In Corea con la valigia piena di certezze

CORTINA. «In Corea faremo una bellissima figura». Mancano pochi giorni alla partenza per l’Asia del comitato promotore dei Mondiali di sci alpino 2017.
Il direttore Martin Schnitzer è più che fiducioso.
Stavolta non ci sono rimpianti nè rimorsi: si è fatto tutto il possibile, si parte carichi e fiduciosi, si spera di vincere.
«Abbiamo fatto tutto il possibile», spiega Schnitzer, «andiamo in Corea con i compiti per casa più che a posto. L'esito dell'esame, si sa, non dipende però solo dai compiti fatti; la scelta sulla località che potrà ospitare i Mondiali del 2017 viaggia anche su un profilo politico-sportivo che è fuori dalla nostra portata; quindi, comunque vada, per noi questa esperienza sarà un successo».
Il 27 il comitato partirà da Cortina: undici ore di aereo per atterrare a Seul, in Corea del Sud; e poi 4 ore di auto per raggiungere Kangwonland, dove c'è il grande hotel che ospiterà il congresso della Federazione internazionale degli sport invernali che assegnerà i Mondiali. Dal 28 al 31 maggio per il comitato saranno giornate frenetiche: tre allo stand e due tra le prove tecniche e le presentazioni ufficiali. Schnitzer diresse anche la candidatura 2015, che ad Antalya il congresso assegnò poi a Vail.
Cosa è cambiato tra Cortina 2015 e Cortina 2017?
«Rispetto alla candidatura del 2015», risponde Schnitzer, «abbiamo fatto grandi passi avanti. I progetti futuri che prima erano solo un'idea, un'ipotesi, ora sono in stadio avanzato, sono concreti e non sembrano più semplici promesse. Cortina ha dimostrato in questi due anni di corsa per i Mondiali 2017 di poter cambiare, di crederci, di saper offrire alla Fis delle garanzie su cui contare. Per questa candidatura abbiamo poi voluto creare un team operativo formato da giovani del posto e questo è stato molto apprezzato dalla Federazione. Abbiamo fatto vedere, con eventi e iniziative particolari, come tutto il paese crede nei Mondiali; e la Fis ha capito che la candidatura per noi è una questione seria, che è una priorità per tutta Cortina. Ci abbiamo lavorato quotidianamente coinvolgendo non solo il paese, ma le Dolomiti, il Triveneto, e questo anche è un bel messaggio che portiamo con noi in Corea. Abbiamo perfezionato il sito, coinvolto migliaia di persone con i social network, stampato il giornalino, ci siamo mossi su più campi e la nostra determinazione è stata tangibile per tutti».
C’è dunque da essere piuttosto ottimisti...
«Ripeto: ci sono aspetti che non dipendono dal nostro buon operato. Per il 2015 era il momento giusto per Vail sotto un profilo politico-sportivo, e lo si sapeva; ora ci risiamo e ci crediamo di più di prima. Basti pensare che in Corea verranno a loro spese tre grandi chef di Cortina, del Tivoli, di Aurelio e di Baita Fraina, che hanno sposato la nostra iniziativa e che si occuperanno di prendere per la gola i visitatori proponendo delle prelibatezze locali».
In Turchia avevate come testimonial Paolo Scaroni; questa volta chi avrà l’onore?
«Il testimonial di Cortina 2017 dal punto di vista sportivo è Alberto Tomba», dice Schnitzer, «che a Venezia ha sposato ufficialmente la nostra causa con il governatore Luca Zaia. Su richiesta della Federazione non sarà tuttavia un componente esterno del comitato a presentare la candidatura, ma lo faremo noi. Quindi ci saremo io come direttore, il sindaco Franceschi come presidente, Adolfo Menardi come Sport manager e Flavio Roda come presidente della Fisi».
Alessandra Segafreddo
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








