Imu, cresce sugli edifici a utilizzo produttivo L’opposizione è critica

D.d.

ALANO DI PIAVE

L’Imu aumenterà dell’1 per mille per gli immobili della categoria catastale D, a destinazione produttiva o terziaria. Dalla lista vengono tuttavia depennati i D10, (costruzioni strumentali all’esercizio dell’attività agricola diverse dalle abitazioni). La decisione è stata confermata in consiglio comunale dall’amministrazione Bogana, con parere contrario della minoranza.

«Incrementando di un punto percentuale i fabbricati di categoria D, aumenterà la quota che viene introitata dal Comune, per circa 65mila euro» ha detto il sindaco Serenella Bogana. Le nuove aliquote per tali arriveranno quindi al 9,6 per mille. Rimarranno invece invariate quelle per le categorie A1, A8, A9, C2, C6 e C7, al 5 per mille. L’aumento, come ha poi spiegato Bogana, è dovuto all’impossibilità di attingere al fondo di solidarietà, che lo Stato metteva a disposizione dei Comuni e che nel 2020 era di 83.289 euro.

«Ci sarà sì un aumento degli incassi», è poi intervenuta la minoranza con Adele Brucculeri, «ma non è una misura che va a sostegno del sistema produttivo. In questo momento le imprese dovrebbero essere sostenute e non penalizzate andando ad aumentare loro l’imposta. Siamo in un periodo di crisi e le manovre non possono essere restrittive, ma espansive. Un incremento dell’imposizione fiscale può gravare ulteriormente sul nostro tessuto produttivo imprenditoriale. Vorrei sapere quali ragionamento e valutazioni sono state fatte prima di giungere a questa delibera, per capire quali motivazioni hanno spinto l’amministrazione a compiere questa scelta».

«È un incremento che concorre agli equilibri di bilancio» ha replicato Bogana, «per cui ricordo anche che la tassazione nel Comune di Alano è ferma dal 2012. Altri Comuni hanno fatto delle scelte diverse. Noi abbiamo cercato di non gravare sulle tasche dei cittadini, ma se non fossimo intervenuti in questo modo bisognava comunque trovare le risorse, altrimenti il bilancio non si chiudeva». Bogana ha poi spiegato che l’aumento dell’1 per mille è stata la scelta più indolore tra tutte le ipotesi possibili, «perché parliamo di un punto percentuale per mille, non di cifre enormi. In caso contrario, si sarebbe dovuta alzare la tassazione, o togliere servizi alle famiglie». —



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