Il Veneto unito: «Cavi sottoterra»

BELLUNO. Dalle Dolomiti alla Riviera del Brenta, passando per Volpago e Scorzè, il coro è unanime: interramento. C’erano anche rappresentanti dei comitati veneti alla manifestazione di ieri. A Volpago Terna ha in progetto una nuova stazione elettrica da 380 mila Volt e linee elettriche che vengono contestate dalla popolazione e dai sindaci. «Siamo sulla stessa linea che scende da Soverzene», ha spiegato Paola Tonellato. «Terna lavora così, a pezzi. Prima fa un intervento, poi un altro. Noi non ci stiamo. Se proprio l’opera va fatta, da noi, si usi il corridoio autostradale e lì si interri la linea».
Da dieci anni combattono cavi e tralicci anche i sindaci e i cittadini della Riviera del Brenta. «Nessuno vuole fermare il progresso, ma devono essere salvaguardate le comunità», ha detto Gianluca Salmaso, portavoce del comitato No elettrodotto aereo. «È notizia di qualche giorno fa che Terna interrerà una linea a 380 kV a Brindisi. La promuove la stessa azienda come sinonimo di sviluppo. Cosa siamo noi, figli di un dio minore?». La battaglia si allarga. Si fa veneta. «Tutti gli elettrodotti devono essere trattati con il medesimo approccio: l’interramento», ha aggiunto Gianni Pastella. I comitati collaborano, fanno fronte comune per chiedere che in tutto il Veneto le linee elettriche vengano fatte solo se interrate.
E in piazza ieri c’erano anche due tesserati storici del Pd. Irma Visalli e Quinto Piol. È il loro governo ad aver autorizzato l’opera di Terna in Valbelluna, ma la Visalli (che è la responsabile ambiente nell’esecutivo regionale Pd) è categorica: «Le nuove linee saranno nel cono visuale delle Dolomiti Unesco, si vedranno dal Nevegal sul quale la Fondazione vuole realizzare una terrazza panoramica con vista sul Patrimonio. Io sto con Franceschini (il ministro ai Beni culturali, ndr). Ci sono Comuni che hanno criticità da risolvere e non si prescinde da questo, ma il progetto di Terna va visto nella sua interezza. E questo progetto non è accettabile». (a.f.)
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