Il toulà dei Franceschi è in piena regola
CORTINA. Il toulà dei Franceschi non è un abuso. Né edilizio né ambientale. Non doversi procedere e assoluzione perché il fatto non sussiste per il padre dell’ex sindaco ampezzano Ernesto e la zia Maria Luisa(, proprietari dell’immobile e committenti del lavori di ristrutturazione del rustico con stalla e fienile di Mortisa), per Robert Kargruber (legale rappresentante della ditta esecutrice dell’opera Kargruber Stoll Gmbh di Monguelfo) e per il direttore del cantiere Mauro Valleferro. Assolta per lo stesso motivo dal reato di abuso d’ufficio la funzionaria del Servizio edilizia privata del Comune di Cortina, Emanuela Zaetta.
Il pubblico ministero Faion aveva chiesto la condanna per tutti: 30 giorni di arresto e 20 mila euro di ammenda per i primi quattro imputati e un anno di reclusione per Zaetta. I difensori Godina, Tschurtsschenthaler, Someda e Gotti hanno invece chiuso le rispettive arringhe con proscioglimenti e assoluzioni. Una breve replica pomeridiana da parte di Faion, poi mezz’ora di camera di consiglio è stata sufficiente ai giudici per emettere e motivare la sentenza.
L’abuso edilizio non c’è, perché i lavori sono stati effettuati in una zona sottoposta a vincolo ambientale, ma non storico-artistico, anche con una sanatoria del 9 novembre 2012, su un permesso a costruire rilasciato il 19 aprile. Rispetto al progetto originario ci sono state delle varianti regolarmente autorizzate.
La contestazione riguardava il fatto che, in prima battuta, si era parlato di conservare le parti in muratura e intervenire solo su quelle in legno, in realtà la struttura è stata completamente demolita e riedificata per motivi tecnici e strutturali, poiché la stessa muratura era scadente e inconsistente, oltre che senza fondamenta.
Quando i lavori sono finiti, i tecnici del Comune hanno potuto verificare che non erano difformi da quelli progettati, anche dal punto di vista ambientale. Sotto questo profilo, le opere che richiedono l’autorizzazione paesaggistica sono solo quelle in grado di modificare lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici e non è questo il caso. Sagoma, volume e aspetto esteriore non sono cambiati in modo significativo.
Zaetta era accusata di abuso d’ufficio, perché avrebbe rilasciato il permesso a costruire , omettendo volontariamente di richiedere il preventivo parere vincolante di compatibilità paesaggistica alla competente autorità, ma è stata a sua volta assolta.
I fatti vennero accertati da Finanza e Forestale nel novembre 2012. I primi sospetti risalivano al 29 agosto ma la vicenda era emersa più tardi.
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