Il sogno si è avverato adesso da Arson si vedono le stelle

Taglio del nastro per l’osservatorio e il planetario Rheticus Anni di lavoro, l’autofinanziamento e l’aiuto di tutta la città
Di Raffaele Scottini

FELTRE. Per chi ha la passione di osservare il cielo, da ieri la notte è più lunga del giorno. Che l'inaugurazione dell'osservatorio-planetario dell'associazione Rheticus sia coincisa con l'equinozio d'autunno è il dettaglio memorabile di cui ogni storia ha bisogno. Le stesse stelle d'altra parte, un po' sono fatte anche della materia dei sogni. E quello degli astrofili feltrini si è realizzato, con tutto il paese di Arson ad applaudire per il risultato raggiunto nonostante mille difficoltà (saranno state trecento le persone presenti alla festa). Dopo averci messo del proprio, avere tentato la strada del quiz a premi con il presidente Vanin vincitore di ventimila euro al Milionario di Gerry Scotti, avere raschiato il fondo cassa e lanciato un appello ai privati attraverso l'iniziativa “Aiutaci a condividere un sogno” per contribuire alla divulgazione della scienza, ieri i soci hanno toccato il cielo con un dito. Adesso il centro astronomico “Giuliano Vanin” alle porte della frazione - la cui costruzione ha impegnato assiduamente l'associazione per tre anni – è realtà. Abituati a guardare in alto, gli astrofili della Rheticus hanno incontrato diversi ostacoli che li hanno fatti rallentare, ma si sono sempre rialzati, riuscendo a condurre in porto il progetto. «Finalmente siamo arrivati al traguardo di questo lungo percorso iniziato cinque anni fa», esordisce il presidente Gabriele Vanin. «E tre di burocrazia e carte bollate ce ne sono voluti per cominciare i lavori nel 2010». Ma in realtà la rincorsa è iniziata ancora prima, nella primavera del 2004: «E questo mi consente di svelare le ragioni dell'intitolazione del centro», prosegue Gabriele Vanin. «L'1 dicembre 2001 mio padre trovò la morte in un incidente stradale. Quando un'organizzazione specializzata in risoluzioni delle vertenze assicurative si fece avanti per offrire il proprio patrocinio per ottenere il risarcimento ero abbastanza perplesso come penso capiti a chiunque sia costretto a ragionare sul monetizzare la perdita di un proprio caro, ma poi qualcuno mi fece notare che non aveva senso lasciare quel denaro alle assicurazioni e che avrei potuto darlo a qualche associazione di grande impegno sociale e culturale». Ecco, il denaro è arrivato nel 2004 e dopo l'idea di un planetario si è pensato anche al nuovo osservatorio visto che quello vecchio non poteva restare a Vignui. Il secondo capitolo della storia comincia quindi con la ricerca di una sistemazione omnicomprensiva. E Vanin ad Arson ci abita, poi lì il cielo è trasparente e se ci si aggiungono la calma atmosferica e il basso inquinamento luminoso, non restava che trovare un fazzoletto di terra dove costruire. «Quindi», prosegue il presidente Rheticus, «durante una riunione frazionale chiesi se qualcuno era disposto a vendere un appezzamento». Vennero fuori quattro-cinque offerte: «E la scelta alla fine cadde sul terreno della famiglia Salvadori, che ringrazio». Naturalmente il denaro non bastava alla realizzazione dell'intero complesso. E allora via all'avventura a “Chi vuol essere milionario” su Canale 5. «Purtroppo non abbiamo raccolto quanto speravamo e perciò abbiamo avviato una sottoscrizione pubblica che ha avuto un risultato insperato», racconta Vanin. «Voglio ringraziare di cuore tutti quelli che hanno donato qualcosa per permettere la realizzazione di questa struttura». Che ha una valenza nazionale: ci sono solo sette planetari più grandi in Italia e solo due hanno accanto un osservatorio astronomico. Ci sono solo tre osservatori che hanno telescopi più grandi del 64 centimetri con cui si può guardare il cielo da Arson, ma nessuno ha vicino un planetario. Una struttura unica, insomma, che ieri sono venuti a vedere da vicino anche Giuseppe De Donà dell’Unione astrofili italiani e Leopoldo Dalla Gassa di Veneto Stellato. Dal sindaco Paolo Perenzin infine un intervento «in punta di piedi perché quest'opera è frutto solo del volontariato, non dalla politica». E con un occhio puntato verso il cielo – attenzione, c'è il primo quarto di luna - assicura «l'impegno a combattere l'inquinamento luminoso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi