Il rapinatore del bar Jolly è ai domiciliari

Il 50enne indagato per la rapina aggravata e le lesioni della sera di Capodanno ha lasciato il carcere

BELLUNO. Il rapinatore di Capodanno è ai domiciliari. Il 50enne che la sera del primo gennaio ha accoltellato e derubato di 160 euro il gestore del bar Jolly di Mier, Francesco Dal Farra, ha lasciato il carcere di Baldenich. Il suo difensore Conti si era rivolta al Tribunale del Riesame di Venezia, che ha alleggerito la misura cautelare, trasformandola negli arresti domiciliari. N.D. non può allontanarsi dalla propria abitazione, in attesa del processo per rapina aggravata a lesioni. Rischia una condanna da quattro anni e sei mesi a 20 anni.

Secondo la ricostruzione della procura della Repubblica e della polizia, tutto è successo molto velocemente domenica sera, nel locale della frazione cittadina, che ha ospitato anche una bocciofila. Come al solito, Dal Farra aveva chiuso alle 21 e un’ora e mezza dopo stava contando l'incasso, in vista del giorno di chiusura. L’aggressore bussa alla porta della piccola veranda prima dell’ingresso vero e proprio e, approfittando della confidenza che ha con il barista e con il pretesto di avere una bombola di gas, si fa aprire. Subito aggredisce Dal Farra con un pugno all’occhio destro, gridando di essere stato rovinato dal gioco alle slot. Nell’impossibilità di farlo ragionare, Dal Farra cerca di resistere e questo scatena la violenta reazione del cinquantenne, che tira fuori un coltello a serramanico, colpendolo nella parte sinistra del ventre e all’altezza dell’orecchio sinistro.

Il barista è prestante e, in qualche modo, riesce a strappare la lama: la fa cadere per terra e la colpisce con un calcio, per allontanarla. Poi consegna 160 euro a “Nico”, sferrandogli uno spintone, in modo da farlo uscire. Telefona al 113, per far intervenire la polizia. Grazie a una puntuale descrizione, la pattuglia della volante si porta in una casa di San Gervasio, dove l’indagato avrebbe inizialmente negato di essere l’autore dell’aggressione e della rapina. Ad ogni modo l’uomo viene portato in questura per l’identificazione e poi nel carcere di Baldenich, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nel frattempo, aiutato dal fratello, “Checco Giolli” si reca al vicino Pronto soccorso dell’ospedale San Martino, per farsi medicare.

La ferita all’addome viene suturata con quattro punti, mentre quella all’orecchio, non necessitando di particolari cure essendo solo di striscio, viene disinfettata. Pochi centimetri più in basso e sarebbe andata molto peggio.

Gigi Sosso

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