I sindaci: «I ricorsi non serviranno»

I membri del comitato istituzionale dell’Aato e dell’assemblea lasciano la palla all’Authority da poco insediata
Di Paola Dall’anese
Belluno 2004. ll consorzio Bim di via Tiziano Vecellio. - La sede di Bim Gsp dove una lettera dei dipendenti ha scatenato la reazione del cda
Belluno 2004. ll consorzio Bim di via Tiziano Vecellio. - La sede di Bim Gsp dove una lettera dei dipendenti ha scatenato la reazione del cda

BELLUNO. Che le associazioni fossero intenzionate a presentare ricorso al Tar e al capo di Stato contro l’aumento del 30% della tariffa dell’acqua, non è una novità per i sindaci che fanno parte dell’Autorità d’ambito territoriale ottimale (Aato) che erano già al corrente di questa azione. Azione che non scompone per nulla i primi cittadini che pensano non sposti di una virgola quanto deciso dall’Aato: l’incremento dal 2013 resterà confermato.

«Penso che sia un ricorso che non avrà alcuna efficacia», precisa Roberto Padrin, sindaco di Longarone in qualità di componente del comitato istituzionale dell’autorità d’ambito, «visto che stiamo per presentare le nostre valutazioni all’Authority per l’energia e l’acqua che dovrà emanare un nuovo regolamento per il computo della tariffa. La scelta dell’Authority sicuramente bypasserà anche la decisione dell’Aato». Padrin confessa di aver parlato di questa situazione anche al ministro all’ambiente Clini quando è salito a Longarone. «Abbiamo illustrato la nostra situazione e siamo rimasti in contatto per mandare tutto il materiale. La linea però è chiara: deciderà l’Authority e il ricorso, nel confronto con il ministro, potrebbe non avere efficacia».

Ricorso poi che non chiederebbe, da quanto si sa, la sospensiva dell’aumento, invitando il tribunale amministrativo a esprimersi sulla legittimità o meno del provvedimento.

Anche per Loredana Barattin, sindaco di Chies d’Alpago e membro del comitato istituzionale, «il ricorso è legittimo», ma sulla sua efficacia si dice molto scettica, «soprattutto alla luce di quanto deciderà l’Authority che dovrà rivedere i criteri e il sistema di conteggio della tariffa idrica. L’aumento previsto per il 2013 potrebbe essere confermato se non aumentato addirittura».

In questo quadro in divenire si inserisce anche la necessità che entro novembre i consigli comunali dei 66 comuni dell’Aato votino la delibera per la costituzione dei consigli di bacino che dal primo gennaio 2013 andranno a sostituire le Autorità d’ambito. Questi organi saranno costituiti dall’assemblea dei sindaci, mentre ci sarà un comitato formato da tre sindaci, tra cui sarà eletto il presidente, mentre il direttore sarà trovato tra una rosa di nomi di dirigenti regionali.

Anche per Giovanni Piccoli, sindaco di Sedico e uno dei 66 primi cittadini che costituiscono l’assemblea Aato, «il ricorso non bloccherà niente, anche perché non è stata chiesta nemmeno la sospensiva». E poi aggiunge: «I ricorsi si possono sempre ritirare se ci sono le condizioni, mentre sia la legge regionale che il governo hanno precisato il principio per cui il servizio deve essere in equilibrio, cioè i conti devono tornare: questo bisogna fare, sul come lo deciderà l’Authority. Sappiamo che la situazione è difficile e che il momento è critico, ma dobbiamo renderci conto che occorre essere più efficienti».

Resta in sospeso la questione della vendita delle quote di AscoTrade possedute dal Bim Gsp. Vendita di cui non si sa più nulla. Per Piccoli bisognerebbe rivalutarla anche perché potrebbe risolvere quasi l’intero problema di liquidità del Bim. Ma poi il sindaco di Sedico spezza una lancia a favore delle imprese e chiede che si pensi a una nuova modulazione della tariffa anche per le attività economiche.

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