I sessant’anni dell’Us San Vittore. Corso: «Ora un campo moderno»
Ricordati con affetto i presidenti scomparsi. Ruzza (Figc): «Questa società racconta il territorio»

L’emozione degli ex presidenti, gli elogi di ospiti e autorità, e un video che ha ripercorso i sessant’anni di storia della società. L’Unione sportiva San Vittore, “la San Vittore” come la chiamano i dirigenti attuali e del passato, ha celebrato l’importante traguardo ritagliandosi una serata tutta per sé all’interno della sagra di Anzù che è entrata nel vivo con il secondo fine settimana di festeggiamenti. E poi le nuove sfide che attendono il sodalizio, con il presidente Matteo Corso che ha svelato quelli che attualmente sono due grandi sogni, ma che si punta a trasformare in realtà: un impianto più moderno che possa essere utilizzato anche nel periodo invernale e un settore giovanile completo, che copra tutte le fasce d’età.
Una serata dedicata a chi ha dedicato la propria vita come atleta, dirigente, volontario, o tutte e tre le cose in qualche caso, con uno sguardo ai giovani atleti che rappresentano il presente e il futuro del San Vittore. A dare sostanza alla serata, la presenza di diversi ospiti, a cominciare da Giuseppe Ruzza e Orazio Zanin che hanno portato la voce della Figc a livello regionale e provinciale, alla presidente del comitato di Feltre del Csi Cinzia Lusa, dall’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Viviana Fusaro e dall’assessore allo sport Maurizio Zatta, fino a Davide Malacarne che ha portato la propria testimonianza di ex professionista del ciclismo alla platea radunata nel grande tendone.
LA STORIA
Bello e ben confezionato il video che ha ripercorso le tappe dei 60 anni di attività della società, collante della comunità, capace di unire le forze per proporre attività inizialmente ristrette ai paesani, ma che con il passare degli anni sono diventate patrimonio della città. Il campo sportivo realizzato su un terreno di proprietà della Diocesi, l’inizio dell’attività tra calcio e podismo. Qualche anno dopo la costruzione degli spogliatoi e l’organizzazione della prima frasca in occasione di San Vetoret, gettando le basi di quella che diventerà l’attuale sagra. E poi, sempre negli anni 70 la pista di pattinaggio, che ha rappresentato un approdo per gli appassionati quando ancora il palaghiaccio non esisteva.
IL PRESIDENTE
Matteo Corso è al quarto mandato come presidente del San Vittore. È lui a raccontare cosa significa vestire i colori sociali: «Sono emozionato nel vedere quello che siamo diventati. La San Vittore è la mia seconda famiglia, è il luogo dove vengo dopo il lavoro perché so che trovo le persone alle quali voglio bene. Il lavoro non manca. Vorrei riuscire ad avere un impianto più moderno perché i 50 anni di quello attuale cominciano a farsi sentire. E poi vorrei avere il settore giovanile al completo. Per noi che abbiamo sempre puntato sui ragazzi è il primo obiettivo».
GLI OSPITI
Tutti si sono spesi in elogi alla società di Anzù. Il presidente del comitato veneto Figc, Giovanni Ruzza, ha sintetizzato: «Raccontare di sport significa raccontare una comunità e il suo territorio. E voi siete un esempio di come una società sportiva sia tutt’uno con il paese». Cinzia Lusa del comitato del Csi di Feltre ha ricordato come l’attività del San Vittore «rispecchia i valori fondanti del Csi. Ricordo l’entusiasmo di Ermanno Boaretto nel portare avanti le iniziative, che coinvolgevano tutta la comunità».
Il sindaco Fusaro ha puntato sull’identità della società sportiva che si connota come riferimento per tutta la frazione di Anzù: «È una festa di atleti, dirigenti di tutto il paese. Per quello che possiamo fare saremo al vostro fianco con i vostri progetti futuri». Alla fine chiamata sul palco di tutti gli ex presidenti ai quali è stata consegnata una targa.
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