I posti macchina in piazza diventano a disco orario

LAMON

Via libera al disco orario in piazza. Era stato già discusso in consiglio e poi decretato con ordinanza sindacale, che in piazza III Novembre arrivasse il disco orario con sosta consentita per sessanta minuti e il monitoraggio costante dell’agente di polizia municipale. Adesso è stata completata la segnaletica verticale ad opera della squadra comunali e dalle 8 alle 20 nei giorni sia feriali che festivi le auto non potranno sostare oltre un’ora di tempo; dovrà inoltre essere documentato il momento della sosta tramite disco orario.

Un provvedimento che l’esecutivo Noventa ha ritenuto necessario visto che, come si legge nell’ordinanza pubblicata nei giorni scorsi, «attualmente su tutta la piazza 3 Novembre la sosta dei veicoli non è disciplinata e che, di conseguenza, I pochi posti disponibili per il parcheggio non sono sufficienti a garantire un rapido avvicendamento delle soste in favore degli utenti della strada».

Già nelle sedute di consiglio precedenti, si era preso in esame questo aspetto e il sindaco Ornella Noventa non aveva mancato di far leva sulla responsabilizzazione dei cittadini. Considerato che rimane il malvezzo di impegnare per ore gli stalli davanti al municipio, si è dunque arrivati a questo provvedimento.

Il fine, ribadito più volte dall’esecutivo, è quello di poter garantire la massima fruibilità della piazza. L’alternativa per lunghe soste resta quella dei parcheggi della Valina e limitrofi nei quali i veicoli possono rimanere fermi anche per tutto il giorno.

Per quanto riguarda i lavori in piazza, a fine anno scorso si è aggiudicato la redazione del progetto definitivo esecutivo lo studio Parcianello di Belluno che ha recepito le indicazioni emerse dal questionario di un anno e mezzo fa .

«Come amministrazione abbiamo ritenuto una priorità il rifacimento dei sottoservizi non previsto nella domanda di contributo», aveva detto il sindaco Noventa nel consiglio di fine 2019, «per evitare che al miglioramento estetico della piazza non corrispondesse il lavoro nascosto dei sottoservizi».

Il Bim contribuisce con una somma di 150 mila euro al rifacimento dei sottoservizi. —

Laura Milano

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