Gosaldo, boscaiolo morì colpito da un tronco: condannato imprenditore del Primiero
Federico Dalla Santa ha preso 18 mesi con pena sospesa. La Procura aveva chiesto un anno in più, mentre la difesa l’assoluzione con formula piena

Un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) e il pagamento di una provvisionale di 120mila euro per ciascuna parte civile. È la pena a cui è stato condannato Federico Dalla Santa, l’imprenditore 60enne di San Martino di Castrozza, ritenuto responsabile della morte del proprio dipendente Paolo Marcon avvenuta il 7 aprile 2022, nei boschi di Gosaldo. L’incidente avvenne in località Tre Ponti, dove la ditta “Dalla Santa” aveva avviato delle operazioni di esbosco. Quella mattina, in particolare, era in corso il trasporto a monte dei tronchi tagliati mediante l’utilizzo di una teleferica “Greifenberg”. Durante tali operazioni, uno dei tronchi trasportati si incastrò su una ceppaia, bloccandosi e mettendo in tensione l’intero sistema. L’effetto fu quello di una fionda: parte del carico venne scagliato a sinistra della teleferica dove si trovava Marcon che fu colpito alla testa e alla schiena, perdendo la vita. Il pubblico ministero Simone Marcon aveva chiesto due anni e mezzo, mentre gli avvocati difensori Olimpia Frappiccini e Simone Valenti avevano arringato per ottenere un’assoluzione con formula piena, male che andasse il minimo della pena con i benefici di legge concedibili. Attesa per le motivazioni della sentenza.
Per il boscaiolo, purtroppo, non ci fu nulla da fare. I familiari di Marcon si sono affidati a Giesse Risarcimento danni, gruppo specializzato anche nella gestione di infortuni sul lavoro mortali. Nel corso del processo penale, tramite un legale fiduciario di Giesse, si sono costituite parte civile la moglie e le tre figlie della vittima. “Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti – commenta Alain Menel, referente a Belluno – Dietro la formula ‘morte bianca’ ci sono persone, famiglie e comunità che vengono colpite in modo irreparabile. Il lavoro, anche quando è duro e rischioso come quello nei boschi, non può mai trasformarsi in una condanna. Per questo è fondamentale che su ogni tragedia venga fatta piena chiarezza: non per cercare colpe a tutti i costi, ma per accertare i fatti, individuare eventuali responsabilità e, soprattutto, evitare che episodi simili si ripetano. La sicurezza non è un adempimento formale, è un dovere concreto che deve accompagnare ogni attività lavorativa, ogni giorno.”
Al datore di lavoro venivano contestati due articoli del decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: il primo (numero 37) riguarda il non aver provveduto a dare una formazione sufficiente e adeguata al lavoratore in materia di sicurezza, con riferimento ai rischi connessi alle mansioni di boscaiolo svolte. Il secondo articolo (numero 18), invece, per non aver richiesto ai singoli lavoratori l’osservanza delle procedure aziendali in materia di sicurezza.
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