Giovanni, a 57 anni senza lavoro e soldi «Sono ancora utile voglio lavorare»
FELTRE
Un presente incerto, un futuro che lo spaventa. Giovanni De Clemente ha ricevuto pochi giorni fa l’accredito dell’ultima mensilità Naspi. Dal prossimo mese stop agli aiuti e nessun supporto in vista da parte delle istituzioni. E fino a luglio non si parla neanche di reddito di cittadinanza. Una storia probabilmente comune a tanti altri che in questi pochi mesi hanno visto sfumare il lavoro che garantiva una vita senza sfarzi, ma dignitosa.
Giovanni De Clemente ha 57 anni e si è sempre dato da fare: diciotto anni trascorsi come carpentiere alla Colle di Lentiai dov’è rimasto fino alla crisi economica quando è stato licenziato, poi l’aiuto del parroco di Farra, don Virginio, e dell’associazione Noi con voi che gli hanno trovato un posto letto al Carenzoni. Quindi, nel 2017, una nuova opportunità con la cooperativa Sviluppo e Innovazione grazie alla quale per due anni ha lavorato con i migranti, sempre al Carenzoni. L’avventura si è chiusa a marzo dell’anno scorso, quando la stretta del governo sull’arrivo dei barconi ha portato al crollo del meccanismo dell’accoglienza.
«Da quel momento», racconta Giovanni, «ho presentato domande un po’ dappertutto, e nella maggior parte dei casi, non ho ricevuto neanche una risposta. Adesso ci mancava anche l’emergenza sanitaria a dare un colpo al mercato del lavoro. Ho 57 anni, mi sono sempre guadagnato da vivere onestamente, con il mio lavoro, ma sembra che per me non ci sia più posto e questo mi deprime. Ho ricevuto pochi giorni fa i soldi dell’ultima Naspi, da maggio sarò senza tutele e senza soldi per pagare affitto, bollette e fare la spesa. Non chiedo la carità a nessuno, chiedo mi sia data un’opportunità. Non sono più in grado di fare il saldatore a causa di un problema agli occhi, ma sono disposto ad accettare qualsiasi lavoro».
De Clemente ha contattato il Comune di Feltre che l’ha indirizzato all’Azienda Feltrina per i servizi alla persona, che ha attivato i servizi sociali, i quali non possono fare più di tanto: «Mostro il Cud e figuro avere preso dei soldi in passato che ovviamente mi sono serviti per vivere, mica per arricchirmi. Per le istituzioni non sono un problema e per fare richiesta del reddito di cittadinanza devo aspettare fino all’estate. Mi hanno consegnato un pacco alimentare, e di questo ringrazio, ma non è che si fa granché. Mi aspettano tre mesi molto difficili, senza soldi, con il timore che il padrone di casa non accetti ritardi sul pagamento dell’affitto. Sono a pezzi, non voglio favoritismi, chiedo solo di essere ancora utile e di potermi guadagnare da vivere onestamente». —
r.c.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








