Fusione Quero-Vas, al referendum vincono i sì

Nel primo comune è d'accordo il 90 per cento, nel secondo però c'è stato anche un 22% che ha detto no

QUERO-VAS. La fusione tra Quero e Vas supera anche la prova del referendum. E la supera di slancio, battendo i timori di un alto astensionismo alle urne. In 1.206 sono andati ai seggi ieri (844 a Quero, 362 a Vas) per esprimersi sull’unificazione dei due Comuni. La percentuale di votanti (gli elettori erano 2.803) complessivamente raggiunge il 43,02 per cento (con il 40,75 per cento a Quero e il 49,4 a Vas), ma se si escludono dal conteggio gli iscritti all’Aire, ossia gli emigrati (315 a Quero, 111 a Vas) l’affluenza sale al 50,7 per cento, superando anche la soglia di metà più un elettore. Il quorum, tuttavia, non era necessario e la vittoria dei Sì è stata netta come ci si aspettava, anche se da Vas sono arrivati rumorosi segnali di contrarietà alla fusione. Nella sezione di Caorera la percentuale dei No ha raggiunto il 30 per cento (22 contro 68 Sì), complessivamente a Vas i contrari sono stati 80 su 360, con una percentuale del 22 per cento, a a conferma che l’accorpamento è guardato con timore. Più convinto il Sì di Quero, che ha superato la quota del 90 per cento con 781 voti favorevoli (92,5 per cento) e solo 49 contrari (5,8 per cento).
Con il sì alla fusione si completa un “corteggiamento” lungo dodici anni, che ha visto i due enti condividere servizi e funzioni sotto lo stemma dell’unione Sette ville e poi, negli ultimi due anni, costruire le premesse per questo passaggio. Un traguardo fortemente voluto ma anche inevitabile, si è sottolineato più volte, per evitare un ulteriore impoverimento dei due Comuni, soprattutto quello di Vas che fin dal prossimo turno elettorale avrebbe pagato un prezzo pesante al suo status di piccolo municipio sotto i mille abitanti, con la soppressione della giunta e un vicesindaco pescato tra i consiglieri comunali.
Il referendum, comunque, nell’immediato non cambierà niente. I due Comuni ora dovranno aspettare che la Regione ratifichi l’esito del referendum, approvi la legge che istituisce il Comune unico e, così facendo, faccia decadere le due amministrazioni in carica, entrambe in scadenza di mandato. Succederà in un paio di mesi, più o meno a inizio 2014. Quindi arriverà un commissario e solo a maggio (il 24 e 25) i cittadini di Quero Vas potranno scegliere il loro nuovo sindaco e un consiglio formato da sei persone (oggi sono 24). Per mantenere una rappresentanza forte è già deciso che Vas avrà un prosindaco, mentre i due municipi resteranno aperti a turno. Di sicuro c’è che il nuovo Comune unico avrà benefici economici con un incremento del 20 per cento dei trasferimenti statali rispetto a quanto i piccoli comuni hanno ricevuto nel 2011. Inoltre Quero Vas avrà precedenza nell’assegnazione dei finanziamenti regionali e per tre anni non sarà soggetto al patto di stabilità. <QM>(cric) (f.v.)

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