Forza Italia vola, l’Ulivo è dimezzato
Difficili i raffronti con i dati del 2006, ma la tendenza è netta. Terremotato il panorama politico cittadino. Ridimensionati Lega e Udc, An avanza. La Sinistra al palo
BELLUNO. E’ un terremoto del panorama politico cittadino. I dati clamorosi sono tre. Il primo: Forza Italia balza in avanti, si conferma il primo partito della città alla quasi stratosferica quota del 25,8 per cento. E’ una conferma, perché già nelle comunali dell’anno scorso era primo, però solo al 16,6 per cento, tallonato dai Ds al 15,7 e dalla Margherita al 14,9. Il secondo: i Ds sono spariti. L’anno scorso erano il partito del candidato sindaco, e certo ne erano usciti avvantaggiati (anche se De Col aveva perso), però quest’anno non li trovi più, in parte finiti nel listone dell’Ulivo insieme alla Margherita (e occorrerà, per pesarli meglio, vedere i dati delle preferenze ai singoli candidati), in parte nella lista «Insieme per Belluno» con i socialisti che però si è fermata all’8,8% (”Socialisti e riformisti” avevano l’altra volta il 5,35%, dunque la differenza è di circa 3,5). La terza novità si chiama Patto per Belluno. Balcon, Toscano, Giuliana e compagni avevano ottenuto il 7,1%, sono saliti all’8,8%. Merito forse della trovata del”simbolo rosa” («Vota donna»), ma certo il risultato non si spiega solo così.
Esce dunque rivoluzionata la geografia anche all’interno degli schieramenti. Nel centrodestra Forza Italia la fa da padrona. L’avanzata del 10 per cento (e del 6 se si guarda al 20,9 delle politiche 2006) ha avuto l’effetto di arginare la Lega (era al 7,83, è al 7,6%) e l’Udc di un punto e mezzo (era al 5,42 alle comunali, e addirittura al 7,8 alle politiche). Pab e Lid erano insieme l’anno scorso con il 7,5%, oggi la loro somma fa il 9,6 (3,4 Pab, 6,2 Lid). Tutto questo senza penalizzare An, che cresce dal 6,2 al 6,7. Non tornano i conti? Certo: c’è pur sempre di mezzo la civica di Celeste Bortoluzzi che aveva preso il 6,9%. Dove sono finiti quei voti, come si sono distribuiti quest’anno? Tutti, inevitabilmente, su Forza Italia. Nel centrosinistra, dei Ds s’è detto. Però è da segnalare che la Margherita da sola aveva il 14,95 e i Ds il 15,5. Oggi l’Ulivo, che alle politiche dell’anno scorso aveva in città il 31,2, ha il 15,7: è sparita la Margherita o sono spariti i Ds, oppure si sono dimezzati entrambi? Certo quei voti non sono andati alla sinistra (Rifondazione, Verdi, Pdci) che poteva contare sulla carta di un 6,5 (ma insieme con Italia dei Valori che questa volta correva da sola e ha preso quasi l’1,6 per cento) e ha portato a casa solo il 4,9.
Neppure si può dire che sia cambiata la composizione dell’elettorato: 21.066 erano stati i votanti al primo turno l’anno scorso, 21.449 sono stati questa volta: si è passati appena dal 64,9 al 66,1. Il numero delle schede bianche e nulle è rimasto sostanzialmente invariato. Il dato deludente dell’Ulivo peserà parecchio anche sul nascituro Partito democratico. In ogni caso l’Ulivo rimane il partito più forte del centrosinistra e ad esso sarà inevitabile che vengano affidate le speranze di un rilancio del centrosinistra, futuro o futuribile che sia. E pare nella logica delle cose un riavvicinamento tra Ulivo, Insieme per Belluno e Italia dei Valori che insieme potrebbero avvicinarsi a uno zoccolo del 26 per cento. Ma questi sono ragionamenti affidati ai prossimi giorni e alle analisi dei partiti. Resa dei conti permettendo.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi
Leggi anche
Video








