Fonzaso, le discendenti a raduno per onorare l’ostetrica Dalla Santa Argenta
Donne dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e da più parti d’Italia si ritroveranno alla chiesetta di Sant’Anna in ricordo della trisavola Adelasia scomparsa nel 1937

Donne da varie parti del mondo, discendenti dell’ostetrica Adelasia Dalla Santa Argenta che tra Ottocento e Novecento fece nascere schiere di bambini a Fonzaso e nel circondario, si riuniranno alla chiesetta fonzasina di Sant’Anna, tradizionale meta di devozione delle future mamme, per onorare la loro antenata.
Arriveranno il prossimo fine settimana dal Nord Italia, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti, dove l’emigrazione ha portato le genti fonzasine nel corso del Novecento, per ricordare Adelasia proprio in occasione della festa della santa protrettrice delle madri. Riaccendendo i riflettori sulla vicenda umana dell’ostetrica originaria di Sovramonte, al centro anche del romanzo “Sotto scritto dalla sua trisnipote Jennifer Anton, che vive nel Regno Unito.
Libera Adelasia Dalla Santa, ostetrica di Fonzaso e dei paesi circostanti, era nata a Zorzoi di Sovramonte il 24 ottobre 1876. Il parroco del paese l’aveva scelta per studiare ostetricia a Padova.

«Per anni fece nascere i bambini della valle, percorrendo spesso chilometri a piedi e affrontando enormi pericoli durante la Prima guerra mondiale», racconta la discendente Jennifer Anton. «La tradizione di famiglia racconta che, durante la guerra, un medico la raggiunse prima di partire insieme a lei verso un parto in montagna e le chiese: “Ha con sé una pistola? ”. Lei rispose con profonda fede: “No. Ho la mia croce”. Spesso veniva ricompensata con galline o con altri modesti doni, ma Adelasia era una figura indispensabile per la comunità».
Ma nel 1937, dopo aver avvertito il marito di una donna che il parto si sarebbe rivelato molto difficile e che sarebbe stato necessario un intervento medico al di là delle sue possibilità — cure che la famiglia non poteva permettersi — la donna morì durante il parto. Fu aperto un procedimento nei confronti di Adelasia. Le venne comunicato che, fino al termine dell’indagine, non avrebbe più potuto esercitare la professione. Lo scandalo la colpì profondamente.
«Fu l’ultimo colpo di una lunga serie di controlli imposti dal partito Fascista, deciso a regolamentare il corpo delle donne e a insinuarsi, perfino sul piano amministrativo, negli aspetti più intimi della vita familiare», ricorda la trisnipote. «La sospensione le impedì persino di assistere alla nascita del suo futuro nipote: un dolore devastante».
Alla fine, il peso di quelle accuse e il dolore contribuirono al suo declino e alla sua morte. Adelasia, che era sposata con Corrado Argenta, morì a soli 61 anni il 7 novembre 1937.
Quarant’anni dopo la sua scomparsa, nel 1977, un giornale di Joliet, nell’Illinois (Stati Uniti), celebrò la Festa della mamma e la nascita della trisnipote di Adelasia, Jennifer Anton.
«Da bambina americana non ho mai capito perché quell’articolo parlasse di un’ostetrica italiana dei primi del Novecento. Mi sembrava una storia che non avesse nulla a che fare con me».
L’articolo celebrava i progressi della medicina e i moderni ospedali americani e intervistava Nancy Manzi Anton, madre di Jennifer e pronipote di Adelasia Dalla Santa. Metteva a confronto le moderne cure ostetriche degli Stati Uniti con i parti che Adelasia aveva assistito decenni prima a Fonzaso, a migliaia di chilometri di distanza.

Passano altri ventinove anni. Jennifer, in attesa della sua prima figlia, decise di chiedere alla nonna Adelasia “Lasietta” Pante Manzi, di raccontarle la sua infanzia a Fonzaso. Ma prima che potesse ascoltare quelle storie, Lasietta — che portava il nome della propria nonna Adelasia — morì senza mai conoscere la figlia di Jennifer.
La vicenda spinse Jennifer a ricostruire la storia della propria famiglia: iniziò dalle vicende della nonna, proseguì con quelle della bisnonna Maria “Ninetta” Argenta Pante e arrivò infine alla storia della trisnonna, Adelasia dalla Santa Argenta.
Da quel percorso di ricerca nacque il romanzo di Jennifer Anton, ispirato alla forza di queste donne: donne che sopravvissero alla Prima guerra mondiale, all’ascesa del Fascismo, all’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale e agli anni trascorsi a crescere da sole i propri figli mentre i mariti emigravano all’estero.
Dopo aver vissuto e assistito a innumerevoli tragedie, la famiglia emigrò a Joliet, nell’Illinois, nel 1947, trent’anni prima della nascita di Jennifer.
Oggi quel romanzo, “Sotto la luce della luna italiana”, è stato pubblicato anche in Italia.
Sabato prossimo alle 18 Jennifer Anton sarà ospite della Libreria Agorà di Feltre per presentare il suo romanzo assieme a Giovanni Perenzin.
Ma il momento più significativo sarà domenica 26 luglio. Le donne della famiglia Argenta arriveranno a Fonzaso per celebrare la festa di Sant’Anna rendendo omaggio ad Adelasia.
Alla chiesetta intitolata alla santa, dove il nome di Adelasia compare come primo tra le dediche, arriveranno da Fonzaso Milena Sabbadin, nipote di Adelasia Dalla Santa; da Torino Mara Slongo, trisnipote; da Seren del Grappa: Marta Corso, pronipote in linea collaterale; da Londra Nikka Bisatti, pronipote in linea collaterale, e Paloma Chiea Bisatti, trisnipote in linea collaterale di Adelasia Dalla Santa; da Joliet, Illinois, arriverà Nancy Manzi Anton, pronipote; da Londra Jennifer Anton, trisnipote, e Vivien Bartman, quadrisnipote; da Fonzaso Maria Giovanna Dalla Santa, pronipote, e Manuela Speranza, trisnipote di Adelasia Dalla Santa.
«A novant’anni dalla sua scomparsa», sottolinea Jennifer Anton, «Adelasia Dalla Santa Argenta continua a vivere attraverso le donne che non permetteranno mai che il suo nome venga dimenticato».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








