Fonzaso e il rugby in lutto proseguono le indagini

La polizia stradale di Feltre vuole chiarire tutti gli aspetti dell’incidente stradale avvenuto all’1,30 di sabato e costato la vita al 23enne Francesco Bottignole

FONZASO. Sono i giorni del lutto e dell’elaborazione del dolore per la morte di un ragazzo di 23 anni che si era costruito una vita soddisfacente sul piano lavorativo e con tanti amici dentro e fuori l’ambiente della palla ovale. Il drammatico incidente all’1,30 di sabato costato la vita a Francesco Bottignole e con i due amici Marco Pauletti e Nicolò Zancanaro, ha gettato nello sconforto il paese di Fonzaso e tutto l’entourage del Rugby Feltre. Sulla pagina facebook della società sono giunti i messaggi di condoglianze da parte delle altre squadre della palla ovale veneta, mentre la comunità sta cercando di essere vicina alla famiglia che ha subito una così grave perdita.

Le indagini della polizia stradale di Feltre proseguono per cercare di fare chiarezza sulle dinamiche di uno schianto che non ha, almeno per il momento, una spiegazione logica. Ovviamente sono partiti tutti gli accertamenti che dovranno stabilire quali erano le condizioni psico fisiche dei tre ragazzi a bordo della Peugeot 206 condotta proprio da Bottignole. Tutto l’iter, coordinato dal pubblico ministero, Marco faion, seguirà la procedura forense: ciò significa che per avere i risultati serviranno alcune settimane. Oltre alle analisi del sangue, sarà studiato nel dettaglio ciò che resta della vettura, messa sotto sequestro, intesa come carrozzeria e come strumentazione, per capire, anche con riscontri di laboratorio, quale fosse la reale velocità del veicolo mentre transitava in centro a Rasai. In più andrà verificato se tutti e tre indossavano o meno la cintura di sicurezza.

Il botto è stato talmente violento che la casa di piazza Vittoria ha riportato danni non solo sul muro esterno, ma una crepa era visibile anche ll’interno dell’abitazione all’altezza di un blocco di prese per l’energia elettrica. D’altra parte è stata la stessa proprietaria a testimoniare che a causa del botto il telefono lasciato in carica su un tavolino al primo piano era caduto, tanto da fare credere alla donna e al marito, che ci fosse stata una scossa di terremoto.

Dopo la donazione degli organi e la concessione del nullaosta che ha restituito la salma di Francesco alla sua famiglia, si resta in attesa di conoscere la data dei funerali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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