Finozzi: «Non sapevo della società in crisi»

ALLEGHE. «Non sapevo della situazione finanziaria di Argentin, a me interessa solo l'interesse pubblico del progetto a livello turistico». A spiegarlo è l’assessore regionale al turismo, Marino Finozzi, rispondendo così, almeno in parte, alle domande sulla vicenda del Campus Argentin e sul progetto portato avanti dalla società dell’ex campione Progeco Srl, dichiarata fallita il giorno dopo la presentazione pubblica dell’iniziativa di sviluppo turistico e residenziale incentrata sul ciclismo.
Domande che in molti si pongono ora sia tra gli operatori economici di Alleghe sia in municipio, dove amministrazione, tecnici e il consulente legale che ha seguito la vicenda, l’avvocato Livio Viel, hanno lavorato a lungo per fare luce nella vicenda. La Regione aveva in mano tutti gli elementi necessari per andare verso l'approvazione dell'Accordo di programma? Sapeva della situazione finanziaria della Progeco? Cosa sarebbe successo se l'accordo di programma fosse già stato firmato?
In ballo infatti c'è un aspetto molto importante: chi doveva verificare che il progetto stesse in piedi da un punto di vista finanziario e che Argentin avesse la disponibilità dei terreni?
Il sindaco di Alleghe, Gloria Pianezze, ha saputo solo venerdì scorso del fallimento della Progeco srl di Moreno Argentin. Ma la Regione sapeva qualcosa oppure no? Il 12 giugno scorso, cioè il giorno prima del fallimento della società, alla presentazione pubblica del progetto in sala Franceschini ad Alleghe c'era anche l'assessore regionale al turismo, Marino Finozzi.
«Ero lì», precisa subito l'assessore, «perché mi aveva invitato il sindaco di Rocca Pietore per il famoso problema dei confini della Marmolada e della strada di collegamento tra Rocca e Canazei. Mesi prima il sindaco di Alleghe aveva chiesto di potermi incontrare con i sindaci di Forni e di Zoldo. Quindi le ho detto che visto che ero da quelle parti sarei andato a trovarla. Argentin, sapendo che dovevo andare lì, mi ha aveva chiesto se avessi potuto andare alla presentazione del progetto per portare la mia opinione e ho detto di sì».
Finozzi, però, dice che della situazione economico-finanziaria della società di Argentin non sapeva nulla. «L'ho saputo questa mattina (ieri, ndr) dalla stampa», spiega, «io non ho valutato il progetto sulla base del fatto che chi lo proponeva avesse le spalle solide o meno, ma se il progetto avesse un interesse generale pubblico. Anni prima il sindaco è venuto a perorare quella causa, quindi era mio preciso dovere interessarmi e occuparmene. Poi ho incontrato il proponente in tempi diversi e mi sembrava, come riconosciuto anche dalla giunta regionale, un progetto di una certa validità. Non è mio compito entrare nel merito della componente residenziale e urbanistica. Se qualcuno mi chiede anche domani mattina quale è l'opportunità che può creare quel progetto per il ciclismo e l'attività sportiva riconfermo che è una cosa interessante, senza occuparmi della parte urbanistica o se ci sono speculazioni. È compito del Comune, che fa bene a far tutte le verifiche del caso».
L'assessore regionale, a differenza del sindaco, non si pone il problema del modus operandi di Argentin. «Non so se abbia fatto bene o male e non ho interesse a entrare nel merito di questo». E ora cosa succederà? Rimane il Piano urbanistico attuativo (23 mila metri cubi) approvato nel 2009. «La convenzione», ha spiegato mercoledì il sindaco Gloria Pianezze annunciando la scoperta del fallimento della Progeco, «parlava di tre anni di tempo dall'inizio dei lavori. Sono state chieste sospensioni per questioni climatiche. Il tempo che rimarrebbe per l'inizio dei lavori è di 15 mesi dal primo aprile scorso. La vedo difficile considerando i tempi della procedura fallimentare».
Gianni Santomaso
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